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Riceviamo e pubblichiamo – Il 15 settembre 2011, trascorre un anno della presentazione del Progetto Internazionale “Papa Alessandro IV” ideato e diretto dal giovane archeologo spagnolo Alberto Pichardo Gallardo.
Presentato al Palazzo Papale, presso il Cedido, con la presenza del assessore Fraticelli, assessore Guerriero, il presidente Cordelli della Fondazione Carivit, il presidente Manganiello della Banca di Viterbo, Rosatti della Camera di Commercio, il professor Cortonesi preside di Beni Culturali, tanti altri professori de questa facoltà, come De Minicis e Pavolini, responsabili degli scavi a Ferento, una grande rappresentanza della Curia, con Monsignor del Ciuco, Don Roberto Braccacini, segretario del vescovo Fumagalli, Don Ugo Falisiedi responsabile beni culturali. Imprenditori di cultura come Alessandro Barelli presidente di Historia.
Un evento di grande importanza come dimostra il fatto che in una semplice conferenza stampa di presentazione di un progetto, fossero presenti tutti questi importanti personaggi della societa viterbese ed inoltre più di 120 persone. A sala piena.
Forse un anno fa, questo evento, non fu tanto sentito, non si era ancora capita la rilevanza, storica, scientifica, turistica e che, con questo progetto l’importanza di Viterbo sarebbe statà proiettata sul piano nazionale e internazionale.
Il progetto si sviluppa sull’area della Cattedrale e il Colle del Duomo, con sette obiettivi che si raggiungeranno mediante la applicazione alla ricerca archeologica e geologica di nove metodologie geofisiche innovative, “non invasive e non distruttive”. Tra gli obiettivi:
1)identificare il luogo di sepoltura (tomba o camera sepolcrale) di Papa Alessandro IV sulla quale le ultime ricerche sono state condotte 113 anni fa, a piccone e pala, e non con le tecnologie innovative che è permettendo oggi di esplorare il terrreno fino 30 metri senza danneggiare il pavimento
2)studiare le strutture archeologiche sepolte sulle quali non si hanno ancora fonti certe
3)individuare e studiare sul piano topografico-archeologico le cavità antropiche
4)studiare a livello geologico e stratigrafico il Colle del Duomo
5)realizzare uno studio ed una mappatura delle condizioni di potenziale instabilità degli edifici situati sul Colle del Duomo
6)individuare e catalogare le pertinenze sotterranee di proprietà della Diocesi di Viterbo
7)divulgare il “valore” della figura, in tutte le sue componenti, di Papa Alessandro IV, della sua epoca storica e dei risultati delle diverse ricerche eseguite.
La prima fase è lo studio geofisico-archeologico dell’interno della Cattedrale, del Museo del Duomo e delle loro vicinanze. La seconda, prevede la ricognizione speleologica, topografica, archeologica e geologica, delle cavità artificiali sottostanti al “Colle del Duomo”.
La terza fase prevede scavi archeologici delle parti più interessanti rilevate tramite lo studio geofisico nel Duomo e nella zona circostante. La quarta si svilupperà con la realizzazione di due Convegni Internazionali, che renderanno pubblici i risultati della ricerca e gli studi sulla vita e l’opera di Alessandro IV, nonché sull’Europa e la Viterbo del XIII secolo.
I dati parlano da soli: più del 70 colaboratori, 7 università a livello internazionale, dall’Italia la Tuscia con le facoltà di Beni Culturali, Agraria e Lettere, la Sapienza di Roma e Palermo, Spagna, Usa (Università di New York), Inghilterra e tante altre.
Tre ditte private di geofisica locali, più di 18 enti pubblici e privati coinvolti. Addirittura National Geographic è interessato alla promozione di documentari su scala mondiale sulla ricerca della tomba. Per quanto riguarda il livello scientifico si tratta di un lavoro mai fatto al mondo, dove nella prima fase di studio geofisico archeologico, si utilizzano 10 avanzate metodologie e 16 machinari diversi, i dati ottenuti saranno di grandissima importanza nei diversi campi storico, archeologico, geologico, architettonico. Il ritrovare la tomba del unico Papa scomparso del quale ci sono indizi certi su dove si trova, è solo comparabile a trovare la tomba di un Faraone o di un altro Alessandro, Alessandro Magno.
Importante e capire anche come su questo progetto, sono stati coinvolti per la prima volta tutti i grandi enti di potere publico della citta, la diocesi, l’universita della tuscia, il comune, la provincia, la regione, la fondazione carivit, e tanti altri enti publici e privati.
“I risultati – dice Gallardo – porteranno la possibilità di dare a Viterbo una conoscenza precisa sul suo passato archeologico, del quale non si sa quasi nulla. Già abbiamo individuato strutture etrusche e romane, con un studio scientifico serio. In fine conoscere il passato della vostra città prima del medioevo; possibilità di sviluppo lavorativo per tanti giovani dottori e promozione di Viterbo a livelli mai pensati, nell’ambito scientifico e turistico.
Dire che dopo il 15 settembre 2010, la presentazione del progetto è uscita su più di 180 giornali di lingua spagnola, e la notizia e arrivata anche in Canada, per fare un confronto. Queste progetto è 10 volte più importante, a livello scientifico e storico che il ritrovare la tomba della Gioconda. Per esempio Santa Rosa de Viterbo ad Anagni non si conosce, ma il progetto Papa Alessandro IV è arrivato anche in sud America. Quale migliore possibilità per promuovere la vostra città, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Senza dimenticare il grande valore scientifico”.
Ma un anno dopo Viterbo si è resa conto dell’importanza di queste progetto? “Si, i viterbesi hanno capito ma si devono dare da fare insieme a noi, è un progetto molto grosso che ha bisogno dell’aiuto di tutti”.
Dopo un anno, la prima fase dovrebbe essere già finita, ma ci troviamo con un progetto più grande di quello che si era previsto. Sul analisi del sottosuolo siamo al 20 per 100 del lavoro, siamo arrivati a 5 metri dei 30 previsti, e abbiamo individuato una grandissima quantità di cripte e cunicoli sotto la Cattedrale, qualcosa de spettacolari, e anche delle strutture archeologiche di rilievo. E in più abbiamo capito anche il livello di rischio di stabilità della stessa Cattedrale, sulla quale, dopo le analisi finali, dovremmo parlarne molto seriamente. L’importanza della ricerca è stata tale che, alla Sapienza di Roma già è stata presentata una tesi di laurea, che ha ottenuto un voto di 110 lode.
Le ricerche di documenti scritti presso il Cedido, ci ha fornito di importanti indizi, usati anche nel confronto dello studio geofisico ecco i quali abbiamo trovato delle cripte.
La mostra informativa sul progetto e sulla storia di Papa Alessandro IV, e stata avviata grazie al sindaco Marini e la giunta comunale, che ci a concesso una sede ufficiale per il progetto, la ex Chiesa di San Tommaso. Una mostra che ha molto successo, con la distribuzione di più di 9000 brochure, in 5 mesi.
Purtroppo ci siamo mossi molto lentamente, ma questo e comprensibile dal momento in cui la burocrazia e la gestione di un progetto cosi grosso, dove sono coinvolti enti a livello internazionale sono complesse. E anche del fatto che non stati ancora stanziati dei finanziamenti. Tutto il lavoro fin oggi e stato sostentato dall’archeologo Gallardo, che spiega: “Io ho messo dei soldi, perchè non possiamo restarsi fermi ad aspettare i finanziamenti, è un grande progetto sul quale ci ho messo tutto me stesso, e non solo io, c’è tanta gente che collabora gratuitamente perchè capisce l’importanza della scoperta della Tomba del Papa Alessandro IV”.
“In breve – conitnua ancora – inizieremo a battere alle porte dei finanziatori, già contiamo che sul sostegno del vescovo Fumagalli, il quale mi ha dimostrato il suo interesse nell’organizzare delle mostre con le immagine dei primi rilevamenti. Importante e anche sostegno concesso sin dall’inizio, dal rettore Mancini. Nel frattempo stiamo aspettando una risposta su una richiesta di 50.000 euro dalla Regione, e con il sostegno del assessore Contardo, il quale essendo un bravo statista sa vedere il valore di queste progetto”.
“Nel frattempo – spiega – continuiamo a lavorare, grazie al contributo della ditta viterbese Stega del professor Pagano, della Tecnocoms e del geologo Bruti. La Sapienza di Roma, dopo i magnifici risultati ottenuti riprenderà nuove ricerche a inizio ottobre. Per Novembre partiremo con un convegno Internazionale di Geofisica a Trieste, per mostrare i risultati della loro ricerca.
Stiamo cercando di organizzare un convegno, magari con fondi a livello internazionale, per fine ottobre, dove far vedere i primi lavori svolti, in queste anno”.
Ma dove si trova la tomba? Sorride lo spagnolo e dice: “Ancora non posso dire niente, cè un comitato scientifico che fin che non avrà tutti i rilievi, non potrà valutare, ma siamo vicini, primi risultati sono molto interessanti anche a livello archeologico”.
I risultati sono così importanti che dovremo elaborare un programma di scavo complessivo. Approfitteremo del fatto che la Cattedrale dovrà essere restaurata, già che il pavimento è gravemente dannegiato e la curia sta procedendo a muoversi in queste ambito. Ci auguriamo che la proposta sia sentita e ben ascoltata perchè è un’opportunità unica per poter conoscere il passato archeologico.
Non dobbiamo lasciare passare altri 113 anni (data dal ultimo scavo per ritrovare la salma del Papa), oggi ci sono tutte le circostanze buone per svolgere, quello che sicuramente potrebbe essere il progetto culturale e scientifico più importante nella la storia di Viterbo, e che sta aprendo gli occhi a tante persone. “Per la valorizzazione del patrimonio della città – dice Alberto Pichardo – si è iniziato un movimento che deve dare spazio ai giovani ricercatori dell’università per avere un futuro, per fare di Viterbo una vera città della cultura, dove oltre che iniziative culturali che scadono nel tempo, si dia sostegno all’incubazione di pensieri e ricerche di un certo livello, per dare un futuro lavorativo attraverso il “petrolio” di Viterbo: la sua ricca storia.”
In più intorno a questo studio stanno sviluppandosi altri progetti di grande interesse scientifico. Grazie a la visione complessiva della giunta comunale che a capito la importanza della storia della città e del sviluppo non solo scientifico, ha anche turistico e soprattutto lavorativo per i giovani viterbesi, servirà anche per sviluppare una politica di educazione per i cittadini sull’importanza del patrimonio di Viterbo.
Ufficio Stampa
Progetto Internazionale
“Papa Alessandro IV”
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