![]() Viterbo – L’incontro sulle province con il sottosegretario Angelo Rughetti – L’irruzione degli insegnanti |
Viterbo – (m.l.r.) – Brandiscono i Promessi sposi come una clava e chiedono urlando il ritiro del ddl la “buona scuola”.
Irrompono gli insegnati della Tuscia all’incontro del Pd sulla riforma degli enti locali.
Scuola e province, istituzioni messe a soqquadro, ieri pomeriggio per dieci minuti hanno visto i loro destini incrociarsi (gallery – slide – video).
Nella sala conferenze di palazzo Gentili Angelo Rughetti, sottosegretario alla pubblica amministrazione, i deputati Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, i consiglieri regionali Riccardo Valentini ed Enrico Panunzi, il presidente della Provincia Mauro Mazzola e la vicesegretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti hanno tentato di sbrogliare la matassa della legge Delrio che riforma gli enti locali.
Le risposte tanto attese arrivano solo a fine serata. “La legge 56 Delrio – spiega Rughetti – serve a stabilire chi fa cosa e a evitare sovrapposizioni. In tutto il Lazio andranno in mobilità solamente 48 persone. Il personale della polizia provinciale, salvo diverse linee guida regionali, sarà trasferito negli enti locali, quello dei centri per l’impiego continuerà la propria mansione finché non entrerà in vigore l’agenzia nazionale prevista dal Jobs act. Per quanto riguarda i precari abbiamo fatto la norma che consente di assumere anche a enti che non hanno rispettato il patto stabilità. La soluzione però va trovata a livello amministrativo, noi possiamo solo mettere gli enti in condizioni di farlo”.
Tutti felici e scontenti. Gli agenti della polizia provinciale se ne vanno sbattendo la porta, i dipendenti di Palazzo Gentili sbottano e gridano insieme agli insegnati e i precari perdono l’ultima speranza.
L’unico contento delle parole di Rughetti è Mazzola. A lui è arrivata una notizia bomba. “La regione – dice il sottosegretario – in questa fase di passaggio si farà carico delle spese che la provincia ha sostenuto per mandare avanti settori che non saranno più di sua competenza. Palazzo Gentili può farsi rimborsare”.
A spiegare per grandi linee la legge 56 ci ha pensato Mazzoli: “Il piano prevede il superamento del bicameralismo perfetto, l’abolizione senato, la riforma titolo quinto, l’abolizione delle province, la costruzione enti area vasta e la nascita delle città metropolitane. Il problema dell’Italia non è la provincia, il problema è quello di ridisegnare un sistema della decisione pubblica e rappresentanza istituzionale. Questi sono obiettivi di chi vuole rilanciare la funzione pubblica non distruggerla. Il nuovo impianto punta su regioni e comuni, le nuove province accrescono il ruolo dei comuni. La nuova provincia è di fatto una rappresentanza generale dei comuni. C’è la spinta a fare rete fra comuni, rafforzare collaborazione e collegialità, e lo snodo decisivo sarà il nuovo statuto”.
Più critica verso la riforma la deputata Terrosi: “Gli enti locali hanno portato avanti servizi con lo stesso personale ma con tagli ai finanziamenti. Sono d’accordo che per risparmiare è necessario andare avanti con la riforma, ma bisogna fare anche una riflessione sul rapporto tra questa trasformazione e il governo centrale, per evitare che gli sforzi fatti dai comuni siano vani. Dobbiamo riuscire a garantire servizi: sanità, servizi sociali, scuole…”
La riforma Delrio per entrare in vigore necessita che le Regioni la recepiscano. “Alla Pisana – spiega il consigliere Valentini – stiamo preparando la legge di recepimento. Il testo di legge è composto di due parti, quella che riguarda Roma capitale e quella sulle province. Abbiamo iniziato la discussione con l’associazionismo comunale, perché è prevista una premialità per comuni che si aggregano. Sono certo che chiuderemo tempi brevi”.
A non saltare dalla gioia per questa riforma il consigliere Panunzi: “Ho vissuto varie riforme – spiega -, vanno bene ma bisogno stare attenti. Non è che con una riga e una penna si cancellano processi senza garantirne altri. Non sono contro riforma, ma sono anche per far riflettere. Il problema è che rischiamo di trasformare sindaci in esattori”.
Il consigliere Panunzi durante il suo intervento è interrotto dall’arrivo delle insegnanti in rivolta. A mediare e a far ritornare la situazione alla calma è corso Alessandro Mazzoli, che per placare gli animi ha dato loro un appuntamento per venerdì prossimo nella sede del Pd. Il deputato si farà carico delle loro istanze portando le loro richieste in parlamento.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY