Roma – (p.p.) – Imu agricola, slitta di qualche giorno la sentenza.
Un segnale di speranza per il mondo agricolo è arrivato ieri 17 giugno, giorno in cui il Tar del Lazio, in udienza pubblica, doveva analizzare i ricorsi di molti comuni italiani che contestano l’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli e i criteri di pagamento ed esenzione.
In tanti hanno partecipato ai presidi e ai sit-in di protesta di fronte alla sede romana del tribunale. Tra gli altri, il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci e quello di Vasanello Antonio Porri, ma anche le associazioni di categoria, come Confragricoltura, e i comitati spontanei No Imu, anche della bassa Italia.
Cartelli in mano e campanacci hanno manifestato il loro dissenso contro un’imposta che penalizza prima di tutto loro. La sentenza sui ricorsi presentati dai comuni e dall’Anci è slittata, ma non di mesi, come paventato con timore, in un primo momento, ma solo di qualche giorno.
“C’è stato un tira e molla tra gli avvocati dell’avvocatura, che insistevano perché la sentenza venisse spostata a dicembre – dice Luigi Pasqualetti di Confagricoltura -. Sostenevano, infatti, che il governo, in questi mesi, fosse intenzionato ad apportare dei miglioramenti al provvedimento. I legali degli agricoltori e dell’Anci, che si sono opposti, hanno forzato affinché il giudice si pronunciasse nei prossimi giorni. Si è fatta presente la necessità di una sentenza per evitare che i comuni rischino il default, non riuscendo a chiudere il bilancio”.
Nel braccio di ferro, l’hanno spuntata gli agricoltori. “Si deciderà quindi nei prossimi giorni. Abbiamo visto grande sensibilità da parte dei giudici che hanno ben compreso le problematiche legate al pagamento di questa tassa iniqua e ingiusta. E’ andata bene – conclude Pasqualetti -, ma saremo soddisfatti solo di fronte a una sentenza”.
In linea anche il sindaco di Tuscania Bartolacci. “E’ il primo passo di una battaglia che portiamo avanti con convinzione, contro una tassa che ci penalizza e mette a rischio gli equilibri finanziari – dice Bartolacci -. Un segnale che dà respiro agli agricoltori, ma anche a noi sindaci costretti, il più delle volte, a comportarci da esattori per conto del governo Renzi. Non ci fermeremo qui e, anzi, andremo avanti con una campagna forte, decisa e capillare”.
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