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Viterbo - Comune - Presidenza del consiglio - Sergio Insogna non molla

“Se non ci incontriamo, non ritiro la candidatura”

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Sergio Insogna

Sergio Insogna

Viterbo – (p.p.) – “Se non ci incontriamo, non ritiro la candidatura”.

Sergio Insogna torna a chiedere un confronto con il gruppo di Oltre le mura per discutere sulla presidenza del consiglio di palazzo dei Priori. Giovedì scorso, nella sfida tra lui, sponsorizzato da Moltoni, e Ciroba, candidato dai civici, non è uscito un vincitore. Per il consigliere, è stata una brutta figura, e non quella del suo “avversario”, ma dell’intera amministrazione e del sindaco.

Ora vuole un incontro per parlare e magari rimettere tutto in gioco.

“Aspettiamo di incontrarci – dice Insogna -, non abbiamo preconcetti. Giovedì è andata come è andata. E’ stata una figuraccia di tutta la maggioranza, anche nostra. Prima della votazione, poi, il sindaco, sollecitato dal Pd, mi ha chiesto di ritirare la candidatura. Un gesto offensivo al quale ho risposto picche. Gli ho suggerito, invece, di soprassedere, visto che non c’erano le condizioni per fare il presidente. Lui ha fatto un atto di forza che gli si è ritorto contro”.

Inosgna non comprende perché i civici non siamo intenzionati a vedere lui e il collega Moltoni. “Ci hanno isolati e in consiglio spesso assistiamo a occhiatacce, malumori e musi lunghi. Non ne capiamo il motivo. Stiamo aspettando di incontrarci per discutere la candidatura, proposta all’interno del gruppo dei civici, in cui comunque ognuno deve mantenere la propria identità.

Sono 5 le persone papabili in quello a cui appartengo e non trovo giusto che debbano decidere gli altri per me. Sul nome attuali poi circolano voci per cui sarebbe vincolata ad attribuzioni di altri incarichi.

Io sono sceso in campo per denunciare una situazione in cui due colleghi vengono volutamente esclusiva una trattativa. C’è anche chi ha detto che mi avevano promesso voti da altre parti, ma questa persona è in malafede e si qualifica da sola. È un atteggiamento che non ci piace anche perché un conto è la politica e un altro i rapporti personali”.

Dopo avergli tirato le orecchie, Insogna un merito al sindaco glielo riconosce. “Lo ringrazio perché penso che la scheda bianca debba essere attribuita a lui che ha preferito non scegliere tra due candidati della stessa lista che, oltretutto, fa riferimento a lui. Gliene do atto, è stato un galantuomo”.

Per tornare alle urne, si dovrà attendere il 2 luglio. “Finché non ci sarà un incontro chiarificatore – conclude Insogna -, non penso a ritirare la mia candidatura. Stiamo aspettando”.


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27 giugno, 2015

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