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Viterbo - Ieri ultima giornata dello stage al palazzo di giustizia, con l'incontro su stampa e avvocatura

Tribunale, porte aperte agli studenti del Buratti

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Viterbo - Il liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Il liceo classico Mariano Buratti 

Viterbo - La procura

Viterbo – La procura 

Viterbo – A tu per tu con i ragazzi del Buratti.

Un paio d’ore scivolate in due minuti, a dibattere del rapporto tra stampa, giustizia e avvocatura, in una tavola rotonda speciale.

Si è conclusa così la settimana di stage di alcuni degli studenti del quarto anno del liceo viterbese. Una serie di “lezioni” di diritto in tribunale, ad assistere con i propri occhi alle udienze per vedere da vicino le problematiche del sistema giudizia.

Iniziato lunedì, lo stage è terminato ieri mattina, con l’ultimo incontro ristretto, nei locali dell’ordine degli avvocati di Viterbo, tra gli studenti, il presidente Luigi Sini, le avvocatesse del consiglio dell’ordine Anna Paradiso e Claudia Caporossi e la giornalista di Tusciaweb Stefania Moretti.

L’occasione per fare il punto su una settimana di apprendimento “sul campo”. Una settimana diversa, di orientamento alle professioni giuridiche. Con l’opportunità di testare il mondo del diritto e capire se diventerà la strada dei loro sogni.

Le visite al palazzo di giustizia, aperto agli studenti del classico e del linguistico, nascono da una convenzione tra tribunale, scuola e ordine degli avvocati.

“E’ importante che i ragazzi imparino a conoscere già dalla scuola le professioni che ruotano attorno al mondo della giustizia: avvocatura e magistratura – dichiara il presidente degli avvocati viterbesi Luigi Sini -. Alcuni avvocati e alcuni magistrati, in particolare, hanno dedicato questi giorni a loro, facendoli assistere alle udienze, spiegando cosa succede, i diversi ruoli, cercando di motivare i ragazzi”.

Un’esperienza positiva fino all’ultimo incontro, stampa vs. avvocatura, che ha visto i ragazzi interessati e partecipi, facendo emergere più di un tratto in comune tra le due professioni. A cominciare dall’autonomia, fondamentale tanto per i cronisti (dalle fonti) quanto per gli avvocati (dai clienti), fino alla disperata ricerca di equilibrio, come rifiuto delle cronache spettacolarizzate e delle inutili prosopopee in aula.

Due professioni forse più vicine di quanto si pensi.


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27 giugno, 2015

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