Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Politica - Fioroni alla cena di rilancio del progetto Renzi parla dell'esigenza di un partito della Nazione aperto alla società civile - Lo rivela un articolo del Tempo

“Il Pd sarà vincente se federale”

Condividi la notizia:

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – “Il Pd sarà vincente se federale”.

Fioroni alla cena di rilancio del progetto politico di Renzi. A rivelarlo è un articolo online del Tempo che parla di un incontro, “organizzato per scaramanzia nello stesso ristorante in cui venne lanciata la candidatura al Quirinale di Sergio Mattarella, per festeggiare l’elezione di dieci consiglieri regionali.

Ma, soprattutto, per fare il punto dopo le elezioni e ribadire un concetto: giù le mani da Matteo Renzi e dal Partito della Nazione, perché il Pd – si legge nell’articolo – sui territori non ha bisogno di più sinistra, ma, semmai, di meno sinistra”.

All’incontro avrebbero preso parte, secondo quanto riportato dal quotidiano, oltre ai neoeletti, più di venti parlamentari del Pd ed esponenti dei corpi intermedi, “amici” che amano definirsi renziani convinti, ma tutti della medesima area culturale, quella popolare e riformista di cui fa parte Giuseppe Fioroni.

“Il Pd – dichiara Fioroni nell’articolo – è nato come partito federale con una grande autonomia dei territori. L’autonomia, tuttavia, va coniugata con la responsabilità dei gruppi dirigenti regionali e locali. I maldestri tentativi di scaricare le responsabilità dimostrano la fragilità e l’inadeguatezza della classe dirigente periferica. È troppo facile vincere con Renzi e far ricadere poi su Renzi colpe di scelte politiche locali”.

Fioroni osserva come nessun dirigente regionale o locale si sia dimesso in seguito alla sconfitta. “C’è chi si arrocca con arroganza nel rimanere al proprio posto – continua l’ex ministro nell’articolo -. Dal Veneto alla Sicilia tutto resta immutato. È ora di dire basta: i partiti locali si assumano le proprie responsabilità senza autoassoluzioni, facciano un passo indietro. Bisogna aprire un confronto con la gente e la società civile per dar vita a quel cambiamento che in periferia è avvenuto all’insegna di un opportunismo gattopardesco. Il Pd sarà vincente se federale e potrà contare su gruppi autorevoli e responsabili. Troppo comodo scaricare sulle primarie le sconfitte”. E per farlo, l’unica via percorribile per Fioroni, sarebbe il Partito della Nazione, con una sinistra riformista e più moderati e società civile.

Al centro della cena, dunque, il rilancio del progetto politico di Renzi. Nell’articolo si riportano alcuni passaggi della discussione. “Matteo quando ci mette la faccia prende il 40,8% – si legge – il Pd, tuttavia resta una specie di centauro, metà uomo con la faccia del premier, metà bestia, con le facce degli ex Ds che guidano i partiti locali. A livello territoriale il Pd resta amministrato da cinquanta sfumature di rosso che vanno da Martina ai giovani turchi, fino ai giovani turchi diventati renziani, passando per Sinistra Dem e Area Riformista ormai spaccata tra chi vuole continuare a dialogare col segretario e chi, come Speranza, chiede più sinistra nel Pd.

Senza dimenticare la transumanza continua di ex Ds diventati renziani più per opportunismo che per convinzione. La guida periferica appartiene ancora alla Ditta cara a Bersani, che ora scarica sul Nazareno i risultati deludenti di regionali e amministrative. L’attacco a Lorenzo Guerini, ma anche a Luca Lotti, stride con la geografia locale del partito”.

Di qui la linea ribadita dai renziani popolari riformisti: “Renzi – riporta il quotidiano – deve insistere e fare il “Renzi 1”, convincendo i moderati che ingrossano le fila dell’astensionismo a tornare alle urne, conquistando quanti sceglierebbero Renzi ma non voterebbero mai questo Pd a livello locale. La missione è proprio questa: non più sinistra sui territori, ma meno sinistra per sfondare al centro e conquistare quei moderati che non seguono e non seguiranno mai Grillo e Salvini. Il Partito della Nazione va quindi non abortito, ma rilanciato”.

 


Condividi la notizia:
1 luglio, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/