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Cronaca - Interviene Maurizio Pinna (noi con Salvini)

“Autovelox di Campagnano, raffica di multe ai viterbesi”

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Pinna e Salvini

Maurizio Pinna e Salvini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Che i comuni siano stati messi sul lastrico dalle ultime finanziarie e leggi mirate a prelevare sempre più soldi ai cittadini e alle amministrazioni periferiche, per rinforzare le casse del governo centrale, è noto a tutti. Ma certe amministrazioni comunali, prima di ricorrere agli autovelox per far fronte alla povertà indotta dal governo, analizzano ogni aspetto. Oppure si limitano a cercare un lembo di strada a grande scorrimento, che ricada sul loro territorio, solo per fare cassa? Valutiamo la questione secondo una logica e una morale, poiché non è con la repressione cieca che si contribuisce a educare un popolo al rispetto delle istituzioni e delle leggi.

Questa volta tralasceremo la nota e contestata postazione dell’autovelox della Polizia municipale di Orte che tutti vediamo da anni sulla superstrada tra Bomarzo e l’uscita di Orte, per osservare l’effetto delle recenti due installazione munite di flash nel Comune di Campagnano di Roma, collocate sulla S.R N.2. Cassia dove vige il limite di 90 km/h. Un tratto rettilineo, con spartitraffico centrale, leggermente in salita in direzione Roma e in discesa sul lato opposto, in direzione Viterbo.

Le testimonianze dei portalettere sono il metro per misurare l’enorme quantità di multe che vengono notificate ai cittadini di Viterbo verso lo scadere dei novanta giorni dall’accertamento fotografico. Tra questi molti sono lavoratori pendolari.

Se è vero che, tra non molto, tutti i viterbesi impareranno a loro spese che al km 33+900 devono prestare attenzione se non vogliono peggiorare la loro situazione economica pagando una multa salata, quanti saranno i cittadini romani e della nostra provincia che nel frattempo stanno contribuendo a rimpinguare le casse del Comune di Campagnano? Ma come parlare di morale di fronte a una pericolosa infrazione prevista dal Codice della Strada, stabilita per salvare vite umane?

La guida responsabile e il rispetto dei limiti, e non solo, derivano da una sana educazione stradale e culturale, ma possono essere sollecitate anche attraverso dei deterrenti. L’autovelox, così come utilizzato a Campagnano, non è un deterrente ma appare un costoso dazio per chi passa da lì almeno la prima volta. Prima e dopo quel punto, infatti, non essendoci controlli, tutti guidano secondo il flusso del traffico che conosciamo bene. A cosa serve, dunque, creare un rallentamento per 450 metri da parte di chi conosce l’ubicazione degli autovelox di Campagnano, quando prima e dopo quel punto, da decenni, tutto il traffico viaggia ben oltre i limiti segnalati? A nulla, se non a versare nelle casse del Comune di Campagnano cifre importanti per una famiglia che con molta probabilità si sarà già dovuta privare di chissà che cosa, in un periodo economicamente difficile.

Finché le Istituzioni ragioneranno secondo la pura logica burocratica e normativa, priva del buonsenso del padre di famiglia. Finché si blinderanno dietro la loro autorità senza considerare che il loro metodo di lavoro, visto dalla parte del cittadino, appare come una sorta di violenza, persecuzione, accanimento consumato dal potente che combatte e vince il debole, in questo paese non sarà mai possibile far crescere né la cultura, né l’educazione, né la fiducia e il rispetto che il cittadino dovrebbe alle istituzioni, poiché spesso sono percepite come un nemico. E in molti casi lo sono.

Ecco dov’è che scatta la valutazione morale a un provvedimento, forse, regolare per la legge. Scatta nel fatto che, a fronte di un grave danno economico per il contribuente, gli autovelox, così utilizzati, non sortiscono alcuna sicurezza stradale nemmeno in quei 450 metri dal cartello di presegnalazione dal punto dove sono collocati, poiché gli improvvisi rallentamenti possono trasformarsi in potenziali rischi d’incidenti, causati per evitare una multa non educativa quanto inefficace ai fini della sicurezza stradale in quel determinato tratto. Ci sarà qualche prefetto capace di bloccare questa prassi utile solo per fare soldi?

 Maurizio Pinna – Noi con Salvini Viterbo

 


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1 luglio, 2015

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