Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo è una bellissima città che tende però ad essere schiva.
Lo è con la sua storia, i suoi magnifici monumenti e anche i suoi figli, come Franco Lepri, il medico dei “carcerati” che oggi dopo 40 anni di servizio, lascia in punta di piedi l’incarico di dirigente sanitario della casa circondariale di Viterbo.
Migliaia sono i pazienti, sia all’Ospedale Belcolle dove ha svolto per decenni la professione di anestesista, che al carcere che lo ricordano con gratitudine per la professionalità e la dedizione del suo lavoro di medico. Elencarli tutti è impresa possibile; mi piace però pensare a quegli ultimi tra gli uomini, tossicodipendenti, senzatetto, immigrati clandestini, malati psichici respinti in carcere dai loro errori e forse da una storia già segnata, che hanno trovato in Franco Lepri non solo un medico attento ai loro problemi ma uno spirito aperto illuminato, pronto ad ascoltarli a comprenderli, ad accompagnarli. E allora consentitemi di dirgli grazie a nome di quei reietti che non hanno voce.
Ma Franco Lepri è andato oltre. Dal 1975 ad oggi e’ stato un maestro di medicina penitenziaria per decine di medici, me compreso, e infermieri. “Per fare il lavoro di medico in carcere – afferma – non è sufficiente aver frequentato le università, aver studiato i testi di medicina. Per essere un medico penitenziario devi vivere il carcere, sentirne gli odori acri, ascoltarne i silenzi e il rumore delle porte metalliche che si chiudono dietro di te, accettare la scomparsa dell’orizzonte, dominare l’ansia che ti circonda, sconfiggere il pregiudizio, mantenerti fedele al tuo giuramento e al tempo stesso saper accettare il compromesso per il bene dei tuoi assistiti. Ci vuole coraggio non per entrare a lavorare in carcere ma per restarci; ma se rimarrete vuol dire che, anche inconsapevolmente sarete diventati bravi medici penitenziari”.
L’associazione dei Medici penitenziari italiani lo incluse tra i suoi dirigenti come docente in molti corsi e quale relatore in Convegni che hanno attraversato l’Italia da nord a sud; il Ministro della Sanità Guzzanti lo volle, unico viterbese, nella commissione nazionale Aids; il ministero della Giustizia e la Regione Lazio spesso hanno fatto riferimento alla sua conoscenza ed esperienza nella stesura di importanti circolari.
Gli amici sanno però che Franco è anche altro: buonumore, ilarità, goliardia e persino burla, come quando per far capire ad un collega inesperto che inviava senza motivo i detenuti in pronto soccorso, gli fece pervenire dalla Direzione del carcere una finta richiesta di risarcire il costo dell’ambulanza e degli agenti di scorta impiegati.
Grazie quindi per tutto; anche per il modo in cui ho costruito il mio impegno di medico negli anni, e per aver contribuito alla persona che sono oggi.
Giulio Starnini
Direttore Uoc Medicina protetta malattie infettive
Ospedale Belcolle Viterbo
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