Viterbo – E poi parlano di capitale della cultura, quando non sono in grado di conservare nel modo più consono e adeguato nemmeno i tesori che hanno sotto il naso.
Così può succedere che in un luogo importante, artisticamente prezioso come la sala Regia di palazzo dei Priori, si possa permettere d’affiggere un enorme manifesto pubblicitario in plastica nel quale è reclamizzata un’impresa immobiliare.
Avendo avuto il permesso, la ditta ha giustamente posizionato lo striscione davanti a una scrivania, sul palco. Non dipende certo da loro.
Ma chi doveva controllare, l’amministrazione Michelini, come ha potuto autorizzare l’affissione di uno striscione pubblicitario in un luogo degno di ben altra attenzione?
Che va aperto e utilizzato, ma prima ancora va rispettato.
Che importa? Il sindaco sarà contento. Stavolta non hanno attaccato nulla col nastro adesivo sui dipinti.
Si pretende d’essere capitale della cultura, ma chi governa Viterbo probabilmente non avrebbe la cittadinanza nemmeno in una frazione sperduta di un’ipotetica città della cultura.
Ma sarebbe cittadino onorario nel comune dell’incuria.
Perché accortosi del poco piacevole spettacolo, Luigi Maria Buzzi (FdI) in consiglio comunale è intervenuto, chiedendo al sindaco Michelini di far rimuovere lo striscione.
Il primo cittadino cosa ha fatto? Ha spiegato che non poteva interrompere un dibattito in corso.
Quando gli è stato detto che all’inizio dell’incontro mancava ancora un’ora e che la sala era completamente vuota, si è precipitato, se non a togliere, almeno a verificare di persona?
Manco per idea. E’ rimasto seduto al suo posto. A sognare la sua capitale della cultura.
Giuseppe Ferlicca
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