Fabrica di Roma – (m.l.r.) – “A Parco Falisco c’è un’emergenza sanitaria e nessuno alza un dito”.
A lanciare l’allarme è Maria D’Alessandro, abitante da anni nella zona residenziale del comune di Fabrica di Roma e attivista per i diritti dei cittadini.
“Il 3 novembre 2014 – spiega – avevo chiesto che venisse convocato un consiglio aperto sulle problematiche dell’acquedotto a Parco Falisco. Perché è necessario chiarire alcuni punti. Ma ovviamente la mia richiesta è stata totalmente ignorata”. Una richiesta inviata al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione.
A otto mesi di distanza Maria D’Alessandro non si è data per vinta e continua a porre domande al comune di Fabrica di Roma.
“Il problema è che nessuno si è mai preoccupato delle tubature della rete idrica di Fabrica di Roma, che per la maggior parte sono fatte di eternit, cemento e ferro. Materiali cancerogeni. Al Parco Falisco la gente si sta ammalando di tumore e non se ne preoccupa nessuno. Lo stato italiano ha messo al bando questi materiali mentre il nostro comune dice che è tutto a posto. Continua a spendere soldi per casette dell’acqua che non funzionano, mentre per le cose importanti non si spende un euro”.
Altro problema della rete idrica della zona residenziale è la mancanza d’acqua.
“Ci sono vie – continua Maria D’Alessandro – che restano senza acqua anche per due giorni di fila. Noi residenti siamo stufi di questa situazione. Perché il comune oltre a non fare niente ci spedisce bollette idriche esorbitanti con tanto di scadenza e di riscossione coatta. E’ ora di cambiare registro. Perché qui c’è qualcosa che proprio non funziona. Chiediamo – conclude – che venga sostituita tutta la tubatura con eternit e cemento, perché il problema è serio. E che nessuno venga a farci promesse da campagna elettorale. Sappiamo che a Fabrica il prossimo anno si andrà alle urne, noi però stavolta vogliamo i fatti non le solite parole”.
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