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Polizia postale - Scatta l'offensiva al virus "Cryptolocker" - Agenti a caccia dei pirati informatici

Email con riscatto, decine di denunce a Viterbo

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Il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla

Il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla

Il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla

Il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla

Allarme cryptolocker - Uno dei possibili esempi di email-truffa

Allarme cryptolocker – Uno dei possibili esempi di email-truffa

Viterbo – Un’email. Un link. Si clicca e si perdono i propri dati. A quel punto, scatta la richiesta di denaro per riaverli indietro. Ma c’è anche chi ha perso dati e soldi.

Le denunce sono fioccate a decine anche a Viterbo. Segnalazioni di professionisti e privati che hanno contribuito a mettere in moto l’offensiva della polizia postale contro il nuovo virus letale, chiamato “Cryptolocker” (fotocronaca – slide).

Gli agenti si sono messi subito a caccia dei pirati informatici. Alcuni sono “cani sciolti”, che agiscono autonomamente. Ma è anche verosimile che dietro la valanga di email con virus e richiesta di riscatto ci sia una banda specializzata.

“In ogni caso, mai pagare – consiglia il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla -. E’ˆ importante non cedere al ricatto, anche perché oltre al danno di ritrovarsi con la memoria imprigionata, spesso c’è la beffa di non vedersi restituire i dati e tantomeno i soldi”.

Le email possono arrivare a chiunque. E sono particolarmente insidiose, perché  contengono informazioni sullo stato di una spedizione. E’ˆ possibile che l’utente la apra, specie se di recente ha comprato online, e clicchi sul link, ignaro di bloccare la propria memoria.

Piazzolla avverte: “Per non incappare in certe trappole è essenziale dotarsi di antivirus adeguati, aggiornare il sistema operativo e fare spesso un backup, magari settimanale per salvare i propri dati su un hard disk esterno. A quel punto, anche se arrivassero email del genere e si cliccare per errore sul link, l’utente non avrebbe nulla da temere”.


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10 luglio, 2015

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