Viterbo – Un’email. Un link. Si clicca e si perdono i propri dati. A quel punto, scatta la richiesta di denaro per riaverli indietro. Ma c’è anche chi ha perso dati e soldi.
Le denunce sono fioccate a decine anche a Viterbo. Segnalazioni di professionisti e privati che hanno contribuito a mettere in moto l’offensiva della polizia postale contro il nuovo virus letale, chiamato “Cryptolocker” (fotocronaca – slide).
Gli agenti si sono messi subito a caccia dei pirati informatici. Alcuni sono “cani sciolti”, che agiscono autonomamente. Ma è anche verosimile che dietro la valanga di email con virus e richiesta di riscatto ci sia una banda specializzata.
“In ogni caso, mai pagare – consiglia il comandante della polizia postale di Viterbo Averaldo Piazzolla -. E’ importante non cedere al ricatto, anche perché oltre al danno di ritrovarsi con la memoria imprigionata, spesso c’è la beffa di non vedersi restituire i dati e tantomeno i soldi”.
Le email possono arrivare a chiunque. E sono particolarmente insidiose, perché contengono informazioni sullo stato di una spedizione. E’ possibile che l’utente la apra, specie se di recente ha comprato online, e clicchi sul link, ignaro di bloccare la propria memoria.
Piazzolla avverte: “Per non incappare in certe trappole è essenziale dotarsi di antivirus adeguati, aggiornare il sistema operativo e fare spesso un backup, magari settimanale per salvare i propri dati su un hard disk esterno. A quel punto, anche se arrivassero email del genere e si cliccare per errore sul link, l’utente non avrebbe nulla da temere”.
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