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Viterbo - I primi impegni del prefetto Rita Piermatti insediatasi il 25 giugno - Sono 200 gli stranieri nella Tuscia

Subito immigrati e il 3 settembre

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Andrea Nino Caputo e Rita Piermatti

Andrea Nino Caputo e Rita Piermatti

Rita Piermatti

Rita Piermatti

Viterbo – Subito l’organizzazione per il trasporto della Macchina di santa Rosa.

Il debutto del nuovo prefetto Rita Piermatti a Viterbo è stato all’insegna di una delle tradizioni più sentite sul territorio.

Insediatasi il 25 giugno, fra i primi impegni c’è stato quello che riguarda il prossimo tre settembre.

“Il primo incontro che ho avuto è stato al palazzo dei Papi con il concerto della polizia di stato. Per me che provengo dal Dipartimento di pubblica sicurezza è stata un’apertura incredibile”.

Quindi il lavoro vero e proprio: “Con le riunioni del comitato tecnico interforze – spiega il prefetto – in cui si è parlato anche dell’organizzazione di santa Rosa”.

E non solo. “Gli incontri sono finalizzati pure al controllo del territorio, anche a seguito d’attentati che richiedevano maggiore attenzione”.

La situazione che ha trovato a Viterbo è piuttosto tranquilla. “La provincia di Viterbo – dice all’incontro con la stampa in prefettura – mi sembra un territorio dove non ci sono particolari problematiche, anche grazie alla coesione tra le forze dell’ordine e per questo ringrazio i comandanti”.

Pure sul fronte accoglienza immigrati, situazione sotto controllo.

“Va abbastanza bene, essendo già stato avviato un bando per un numero di 220 persone. La prefettura di Roma ha stabilito di non inviare ulteriori quote nel Lazio, quindi non ce ne saranno altri, se non quelli in arrivo dalla capitale, sempre però nell’ambito della nostra disponibilità”.

Attualmente sono circa duecento gli immigrati ospitati. “C’è spazio per altri quindici circa”.

Sparsi sul territorio. “Sono state evitate maxi strutture – precisa il capo di gabinetto Andrea Nino Caputo – ma sono suddivisi in piccoli gruppi, in comunità dove le strutture si sono candidate. Nulla d’impositivo, c’è stata programmazione.

Abbiamo sei strutture temporanee, coma a Canino Orte e qualche ospitalità anche a Viterbo”.

Il che ha permesso di tenere la situazione sotto controllo.

“A parte – osserva Piermatti – qualche caso d’adattamento, come qualche immigrato che avrebbe preferito stare altrove. Chiaro che venendo dalla capitale, vorrebbero tornare lì.

Ma mi pare che si sia tutto risolto”.

Giuseppe Ferlicca


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10 luglio, 2015

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