Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri sera a Vallerano è tornata a rivivere aprendosi al pubblico la chiesa di Maria SS della Pieve, splendida cornice medievale per eventi religiosi e culturali.
La serata, organizzata dal gruppo archeologico “Francesco Orioli” e offerta dai familiari del maestro Brenno Ercoli, colonna portante della comunità scomparso quasi tre anni fa, ha visto l’intervento di due valenti studiosi, Cecilia Paolucci e Luigi Cimarra, che hanno ricordato ai valleranesi l’importanza storica e artistica della chiesa della Pieve.
Cecilia Paolucci ha illustrato dal punto di vista della storia dell’arte gli affreschi dell’XI secolo conservati nell’abside della chiesa, comparandoli con quelli “gemelli” della basilica di Castel Sant’Elia, mentre il prof. Luigi Cimarra è intervenuto sulle epigrafi che si possono ancora leggere sugli affreschi.
Sara Forliti e Tiziano Valerio Severini, membri del gruppo archeologico, sono intervenuti per illustrare l’architettura e le scarse notizie storiche che ci sono state tramandate.
Infine, alla presenza del sindaco Maurizio Gregori è avvenuta la restituzione di una antica lapide funeraria riferita alla sepoltura di Alessandro Ercoli, morto nel 1868 per un’epidemia di tifo che infestava in quell’anno il paese di Vallerano.
Era il figlio di Felice Ercoli (cognome originario Ercole) proveniente da Bastia in Corsica a seguito della sua attività politica per l’unità d’Italia, maestro organaro che ampliò in modo magistrale l’organo monumentale del Santuario di Maria SS del Ruscello.
Quando negli anni ’70 la chiesa era in stato di completo abbandono e distruzione, col tetto crollato, i quadri trafugati e le sepolture violate, il maestro Brenno Ercoli entrando con la moglie Maria vide a terra spezzata la lapide del suo antenato Alessandro, e decise di portarla a casa per salvarla da sicura distruzione, con l’impegno morale di restituirla quando la chiesa fosse stata restaurata e fruibile.
Quando lo scorso anno il gruppo archeologico ha organizzato una serata in memoria del maestro Brenno, scomparso nel novembre 2012, la moglie Maria ha espresso la volontà di far tornare finalmente a casa la lapide funeraria.
Il sindaco Gregori ha ringraziato gli Ercoli per aver salvato un pezzo di storia della chiesa, e il gruppo archeologico per la interessante iniziativa di conoscenza della Pieve.
Si ringraziano i presenti per la partecipazione, Cecilia Paolucci e Cimarra per la preziosa collaborazione, la ditta Pris Marmi e la restauratrice Francesca Piccioni per aver riportato all’antico splendore la lapide dell’Ercoli, il muratore Armando Rapiti e il fabbro Sevio Petti per il fissaggio al muro.
Infine il ringraziamento particolare alla famiglia Ercoli: a Maria, Nino e Riccardo, e specialmente al maestro Brenno, sicuri che sia stato al nostro fianco per l’intera serata.
Gruppo archeologico “Francesco Orioli” di Vallerano
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