Viterbo – La Tuscia è uno dei luoghi prediletti dalla zanzara tigre.
A renderlo noto è il bollettino meteo di Vape foundation divulgato da Anticimex, azienda specializzata nei servizi di controllo degli animali infestanti.
Secondo il bollettino, nella settimana dal 9 al 15 luglio quella di Viterbo è una delle province con l’indice potenziale d’infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4.
Tra le oltre 3mila specie esistenti (di cui 70 si trovano in Italia) alcune possono uccidere trasmettendo malattie come la malaria, il dengue e la febbre gialla.
Altre, invece, si limitano a infastidire con il ronzio e il prurito provocato dalle punture. Tra queste c’è anche la zanzara tigre. Una tipologia arrivata in Italia nel 1990 con il commercio dei copertoni usati e che più delle altre, negli ultimi tempi, sta proliferando nell’intera penisola.
Un problema che coglie l’intero paese, quindi. Che per essere risolto necessita di interventi mirati, da effettuare durante l’intero anno e non solamente nelle situazioni di emergenza. Ne è convinto Dino Gramellini, direttore tecnico di Anticimex Italia.
“Nonostante le amministrazioni locali stiano svolgendo un buon lavoro – spiega Gramellini – l’unica soluzione per debellare l’invasione delle zanzare è quella di pianificare interventi mirati e continuativi nell’arco dell’intero anno.
Bisognerebbe inoltre, non limitarsi a delle azioni rivolte alle aree di proprietà pubblica, ma attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini fare in modo che la manutenzione possa estendersi anche alle aree private del restante patrimonio urbano”.
Assieme a Viterbo, le altre province laziali più colpite dal fenomeno sono Frosinone, Latina e Roma.
Ma quali accorgimenti si possono mettere in atto per prevenire questo fastidioso problema?
Innanzitutto si possono ornare le abitazioni con piante dall’effetto repellente, come quelle aromatiche oppure la Catambra. Sempre in casa si possono usare piastrine e vaporizzatori elettrici. Evitando, però, di soggiornare nella stanza in cui sono in funzione, visto il contenimento di piretroidi dannosi per il corpo umano.
“Per ottenere risultati più efficaci – consiglia Gramellini – si possono adottare sistemi di disinfestazione automatica che permettono al privato di poter programmare giorni e orari di intervento, nebulizzando repellenti (rosmarino, aglio) nei momenti più idonei e in assoluta autonomia”.
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