Grotte Santo Stefano – (g.f.) – Impianto a Grotte Santo Stefano per la produzione di gas metano, oggi la discussione in terza commissione, ma il vero appuntamento è domani, quando un’altra commissione, appositamente convocata e composta da tecnici, esaminerà il piano urbanistico agricolo (Pua) sul progetto.
Se dare il via libera o meno.
Un impianto contestato dai residenti della frazione per la vicinanza con il centro abitato. A un chilometro.
Nei piani sarà alimentata da residui agricoli. Per il 51 per cento, è emerso in commissione, scarti prodotti direttamente, ma l’assessora Raffaela Saraconi fa notare: “Il mio dubbio – spiega Saraconi – è che l’azienda occupa quattro ettari con l’impianto.
Non ci sono spazi residui per la produzione di materiale. Quindi se acquisisce da fuori gli scarti, non è più un impianto agricolo, ma industriale”.
Più di un consigliere ha sollevato il problema di come la struttura non avendo scarti a sufficienza, per alimentare l’impianto sottoscriva accordi per riceverne da altre aziende.
Chiara Frontini (Viterbo 2020) si domanda come sia alimentato l’impianto. Solo prodotti derivanti dall’agricoltura. Ma non si sa a quanto ammonterà la produzione.
Non c’è un termine di misura, se non quello previsto, 500mc orari.
Tutto è appeso alla decisione di domani sul Pua. Ambito urbanistico.
Nel caso in cui abbia l’ok, l’iter proseguirà e non è escluso un ritorno in commissione, stavolta insieme all’impresa per capire altri dettagli.
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