Viterbo – E che non sia… l’ultima Sinfonia.
Era l’anno 1997.
Sinfonia d’archi, dopo sette anni di onorati e gloriosi trasporti sulle spalle dei valorosi facchini – e con Santa Rosa, lassù in alto, a 30 metri, con lo sguardo verso la sua città – andava in pensione.
La sera del 3 settembre 1997, sul sagrato della Basilica ex San Damiano, oggi Santa Rosa, si chiudeva una pagina della storia viterbese.
Tante altre si sarebbero aperte. Altre macchine, altre storie.
E’ la vita che scorre.
E meno male che sia così.
Oggi 14 luglio 2015, diciotto anni dopo (video).
Sono un po’ emozionato la rivedrò, in un vecchio casolare sulla vetrallese. Il buon Vincenzo (Battaglioni, il costruttore) ha fatto tutto quello che poteva, ha aperto i cordoni della borsa e l’ha acquistata, pagandola al Comune che ne era diventato proprietario. L’intento? Mantenerla in vita per un eventuale museo. Se ne è parlato molto. Io ci credevo, lui ci credeva.
Ora è in un vecchio stabile, concesso gentilmente da un privato: servono grandi spazi, sarebbe costosa qualsiasi altra alternativa. E allora giace lì. Da diciotto anni. Come la troverò?
Mi si è spezzato il cuore.
Per quanto sia al coperto, alcune finestre lasciano entrare piccioni e quant’altro. E vero che è quasi tutta resina, ma non è indistruttibile.
Battaglioni ed io, l’abbiamo guardata, ricordando i vecchi fasti e l’amarezza per vederla così: inerme in balia del tempo che passa senza nessuno che intervenga.
La decisione è stata repentina, presa in un attimo: Battaglioni ha fatto la sua parte acquistandola, ora tocca a me, non voglio vederla morire così. Non è giusto. Viterbo e Santa Rosa meritano altro.
Laddove non sono arrivate le istituzioni spero intervengano i privati, i cittadini di buona volontà. E allora ecco l’idea: in attesa di un auspicabile, istituzionale, museo delle Macchine, intanto salviamo ciò che è possibile. Voglio provarci.
Un privato è disponibile ad esporre, dopo averli recuperati e restaurati, e corredati da filmati d’epoca, già dal mese di agosto, tre o 4 pezzi di Sinfonia d’Archi. Sarà un modo per scuotere l’opinione pubblica sulla valenza del museo delle Macchine e chissà che non sia l’inizio di qualcosa che ha bisogno di essere ancorata alla realtà e non solo sognata o vaneggiata la sera del 3, per poi tornare di nuovo nel dimenticatoio.
Voglio crederci.
Angelo Russo
Ideatore di Sinfonia d’archi
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