Roma – “Stiamo uscendo dal commissariamento”.
L’annuncio arriva direttamente dal governatore del Lazio e commissario per la sanità regionale, Nicola Zingaretti, all’indomani del tavolo di rientro dal debito col governo.
“Finalmente il Lazio vede la luce in fondo al tunnel che si ingrandisce e questo grazie ad uno sforzo collettivo – ha spiegato Zingaretti -. Non è merito di una persona ma di un collettivo che si è messo a remare finalmente dalla stessa parte. Oggi possiamo dire, rispetto a due anni fa, che il tunnel non è piu’ buio, o peggio un labirinto dove si gira spesso a vuoto, ma c’è una strada, una via e iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, che economicamente e finanziariamente vorrà dire mettere i conti in ordine ma soprattutto potere investire sugli operatori e per il cittadino paziente. Questa è la sfida che trovera’ la sua grande dimensione nell’esito giubilare. La certificazione, avvenuta ieri, dell’esistenza di un disavanzo sotto il 5% del budget e’ una delle condizioni fondamentali per aprire la fase di uscita dal commissariamento”.
La sanità laziale è passata dall’essere “una macchina ferma e impantanata, o che a volte ha sbagliato strada, a una macchina che si e’ mossa e che – e’ riconosciuto – si sta muovendo sulla strada giusta, ha intrapreso un cammino corretto”. Perché “quando il turnover passa dal 10 al 30% vuol dire che uno dei pilastri, ahime’ negativi, del commissariamento è in via di superamento”.
Insomma, “l’affiancamento” del governo, come lo ha definito Zingaretti, non è ancora terminato ma “noi non lo vediamo come un problema- ha precisato il governatore – semmai come uno stimolo per andare avanti. Siamo immersi in una strada in cui non abbiamo tanto l’assillo del gong, ma continuare un’evoluzione positiva dei risultati da riversare subito sugli operatori e, ci auguriamo, poi sui cittadini. Quindi bisogna proseguire sulla riduzione della spesa e l’aumento dei servizi”.
Zingaretti, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il subcommissario Giovanni Bissoni, il responsabile della cabina di regia, Alessio D’Amato, e la direttrice regionale dell’ integrazione socio sanitaria, Flori Degrassi, ha ripercorso i “sette passi” compiuti dalla Regione fin dal sui arrivo, dal primo tavolo di rientro a quello che ha certificato il disavanzo sotto il 5%, la “Nuova Sanita’ nel Lazio” tra cui le Case della salute e le colonne dei nuovi programmi operativi 2016/18: il potenziamento della rete territoriale, piu’ efficienza e piu’ governance, prevenzione e diagnosi precoce, nuove politiche del personale, regole e trasparenza.
“Da qui a fine anno saranno realizzate altre 5 case della salute – ha detto Zingaretti -. Da autunno gli studi medici saranno aperti anche nei week end in ciascun capoluogo di provincia e’ sempre dall’autunno ci sara’ una continuita’ assistenziale nei weekend anche per i pediatri di libera scelta, a partire da Roma.E ancora, l’attuazione della convenzione con i medici di medicina generale“.
“Dopo 20 anni ci sara’ la riforma della geografia delle Asl che a Roma, ad esempio, passeranno da 5 a 3 – ha proseguito Zingaretti- beni e servizi saranno acquistati in forma aggregata da tre macroaree: Lazio sud, città di Roma e Lazio nord. Entro settembre verranno verificati i risultati degli esami dei direttori generali”.
Il governatore ha anche annunciato che “dopo il successo della sperimentazione a Viterbo (col 96% del l’adesione dei medici e delle farmacie), in autunno la ricetta elettronica sarà introdotta in tutta la Regione”.
In tema di prevenzione “entro l’anno sara’ prevista una campagna per lo screening sui tumori della mammella e del colon retto”. In tema di personale “si passa dal 15 al 39% sulle deroghe al turnover dal secondo semestre del 2015 e nel 2016 ci sara’ un progressivo sblocco dopo l’ok sulle dotazioni organiche”.
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