Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nonostante la nostra forte opposizione, tramite anche la presentazione di emendamenti frutto delle istanze degli agenti che abbiamo incontrato in questi mesi, il governo e la maggioranza Pd hanno tirato dritto sullo scioglimento del corpo forestale dello stato e ad oggi non c’è nessuna garanzia riguardo il mantenimento degli attuali livelli di tutela ambientale, di presidio del territorio e di contrasto alle agromafie che il corpo ha assicurato nei decenni.
Parallelamente cala l’incertezza anche sul futuro delle polizie provinciali, il che accresce nei cittadini il timore di vedersi privati di queste importanti funzioni di salvaguardia e controllo dei territori e dell’ambiente.
La nuova formulazione dell’articolo 5 del Decreto-Legge n.78, non scongiura la frammentazione dei corpi e dei servizi di polizia provinciale, destinandone il personale ai “vigili urbani”, attraverso ambigue e caotiche procedure di mobilità a seconda delle carenze di organico nelle polizie municipali. Vero è che le province e le città metropolitane individueranno il proprio personale di polizia locale necessario alle funzioni fondamentali di tutela dell’ambiente e di controllo della circolazione stradale, oltre al ricollocamento nelle strutture afferenti alle Regioni, ma allo stato attuale sono ignoti al Parlamento i criteri di assegnazione, se non un generico rimando a leggi regionali da emanare entro il 31 ottobre.
Temiamo che l’unico criterio adottato sarà quello economico della provincia di appartenenza, che potrà generare soluzioni disomogenee sul territorio nazionale. Resta inoltre la grave illogicità di destinare il personale delle polizie provinciali alle polizie municipali. Infatti gli agenti di polizia provinciale sono competenti soprattutto in ambito di controllo ambientale, come la vigilanza sulle attività di caccia, di pesca, ecc., ed è forte il rischio che si disperdano tutte le professionalità delle donne e degli uomini della polizia provinciale, acquisite nel corso di decenni di attività sul territorio.
Per questo durante l’esame del provvedimento alla Camera, chiederemo con forza al governo il destino di tali funzioni e in che modo si eviterà di disperdere questo prezioso patrimonio professionale, che l’Italia, vista la recrudescenza dei reati ambientali ed agroalimentari, non può permettersi.
Massimiliano Bernini
Patrizia Terzoni
deputato M5s
membri delle commissioni agricoltura e ambiente
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