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Comune - Intervista a Filippo Rossi (Viva Vitebo) che sostiene: "Non si vive di solo bilancio, servono obiettivi da perseguire, un'idea di città"

“Michelini rimandato settembre…”

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Caffeina - Filippo Rossi

Filippo Rossi 

Viterbo – Mancano meno di tre anni alla fine della legislatura, il tempo è scaduto. E’ ora di mettersi al lavoro. Dalla maggioranza Filippo Rossi (Viva Viterbo) suona la sveglia ai suoi, partendo dal sindaco Michelini. Tutti rimandati a settembre. Servono obiettivi, un’idea di città e lavorare per raggiungerli. Fermarsi al bilancio e a numeri è troppo poco.

“Abbiamo meno di tre anni davanti, il tempo è finito, dobbiamo metterci al lavoro”.

Amministrazione Michelini bocciata?
“Io sono per rimandarla a settembre. Ma questo settembre. Dopo il bilancio o nonostante il bilancio, ci dobbiamo dare quei tre o quattro obiettivi, seri, per un’idea di città da perseguire. Lo dico io ma anche Serra o Tofani dicono le stesse cose”.

A proposito di bilancio, ma il problema non erano i soldi e senza i soldi non si può fare nulla?
“La politica non si può ridurre solo al bilancio, come se fosse l’inizio e la fine di tutto quello che è possibile fare. Diventano tutti contabili, ma la politica è altro, è ideare, è sogno, utopia. Non si può ridurre tutto, come fanno dall’opposizione a uno 0,2 in meno sull’Irpef o altro. Che nei fatti non cambia nulla”.

Cosa serve allora, per cambiare?
“Manca una vera progettualità, anche se sono convinto che ce ne sia più rispetto all’amministrazione Marini”.

Come? Tutti i progetti, i cantieri aperti li avete ereditati, dal Plus in poi…
“Sul Plus in campagna elettorale sono stato l’unico, con Santucci a criticarlo. In particolare per via Genova o la pensilina al Sacrario che non si sa che farci. Non si tratta solo di soldi, ma di idee. L’ascensore va bene, ma se porta al nulla, non serve. Noi dobbiamo progettare, lavorare su obiettivi”.

E quando smetterete di parlarne e passerete ai fatti?
“Questo è il problema. Quali sono le idee concrete? E’ una sfida che lancio alla mia maggioranza. Trovare tre o quattro idee da perseguire. Dal canto mio io faccio un passo indietro. Non metto le mie idee. Troviamole tutti insieme. Concentrare risorse in progetti ben definiti che possano dare un’idea diversa di città. Lo ha detto la consigliera Frontini, Viterbo sta già cambiando, ci sono più turisti. Non so perché, non vado cercando meriti. Ma questa strada va perseguita in modo vero”.

Nel frattempo si lanciano idee e poi si fanno morire. Ferento era una priorità di Michelini, ma quest’anno si è arrivati quasi a far saltare la stagione teatrale, salvata all’ultimo. Che idea di città è quella in cui si corre sempre all’ultimo minuto e non c’è un minimo di programmazione?
“Non si può più correre dietro agli eventi. Spero che il sindaco riesca a inaugurare l’Unione. E’ un diritto dei viterbesi, poi, avere un cinema in città. E via dicendo. Se ci mettiamo attorno a un tavolo con spirito costruttivo, ne possono nascere di proposte. Andare per obiettivi, su cui magari si possono anche aumentare le tasse. Ma su idee certe. Non possiamo invece rincorrere l’opposizione su tagli, giusto per dire ho tagliato le tasse. Sono argomentazioni buone solo per un titolo di un articolo”.

Questa coalizione però sembra più impegnata a calibrare equilibri interni, rimpasti, cambi, guardando il proprio ombelico, piuttosto che elaborare progetti per la città.
“Abbiamo impiegato tre mesi per la verifica e il riposizionamento in giunta. Bene. Adesso finita è non ci sono più scuse. Adesso discutiamo sulle cose da fare. Lo scorso anno abbiamo recuperato 800mila euro in fase d’approvazione bilancio per abbassare le tasse e non sono state sostanzialmente usate. La gente non ha chiesto i rimborsi. Basta con i dibattiti finti. Parliamo di cose vere e di cosa vogliamo per la la città. Non si può pensare d’andare avanti per tre anni su chi siamo e quanto ciascuno conta. Sono dibattiti autoreferenziali che restano chiusi fra duecento persone a Viterbo, non interessano la città”.

Ma interessano i politici, che magari alla prossima tornata elettorale sperano d’essere rieletti. O no?
“Va bene tutto, ma la politica non va fatta di posizionamenti personali. Altrimenti io porterei avanti il museo del conclave, la torre civica, cose cui credo fortemente. Si deve cercare un equilibrio, rinunciare a qualcosa per raggiungere obiettivo. Viceversa, si esce dal palazzo e si può dire ai venti o cento amici, io ho ribadito questa posizione. O si rilancia l’amministrazione con grosso dibattito o non andiamo da nessuna parte. In consiglio tendo a non andarci e se ci vado non prendo il gettone di presenza gettoni. Parlare di se stessi non serve a nulla”.

Dopo due anni e mezzo un’amministrazione non dovrebbe avere capito da che parte andare?
“Magari è anche tardi. Dipende da una maggioranza che si attarda in discussioni che non c’entrano nulla col futuro della città. Un problema non solo di Viterbo. Del resto, da noi anche l’opposizione non va molto meglio su questo fronte. Si sbandiera l’avere abbassato dello 0,1 l’Irpef come chissà quale conquista. Trecentomila euro non cambiano nulla Anche l’opposizione pensi a una grande opera per la città invece del puro taglio tasse, sono briciole, elemosina per i viterbesi”.

Andando nel concreto?
“Si decidesse cosa fare, ad esempio, del benedetto porticato a palazzo dei Priori. Sarebbe un intervento di riqualificazione importante, un segno che resterebbe nel tempo. Parliamo del Giubileo, occasione storica per Viterbo. Siamo già lunghi, l’8 dicembre è dietro l’angolo. Pensiamo a cose possibili. Altrimenti davvero è già troppo tardi. Lo era già un anno e due anni fa”.

Ce la farete a salvarvi?
“Non lo so, mi accontento di poco. Viterbo ha usato Expo, per la città è un grande successo. Si poteva fare meglio, ma è comunque stata una grande operazione di marketing. Senza la “capa tosta” dell’assessore Barelli non si sarebbe mai verificata. Di questo mi accontento. Si possono fare mille altre cose. Ci vuole sempre ben altro ma quello incassato Non voglio dare risposte, faccio domande. Del Giubileo che ci facciamo? Come sfruttiamo l’occasione? Rispondiamo a queste domande, non a questioni come i riformisti, la sinistra o la destra. Cose che non cambiano niente alle persone”.

Giuseppe Ferlicca


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6 agosto, 2015

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