Viterbo – “Un gesto da vigliacchi”.
Il sindaco Leonardo Michelini qualifica così l’aggressione della notte del 2 agosto a un 26enne, in piazza del comune. Un pestaggio barbaro nel cuore pulsante della città, sotto le finestre di palazzo dei Priori e, quindi, proprio sotto l’ufficio del primo cittadino.
“Un episodio terribile, ma per fortuna isolato. O almeno questa è la nostra speranza”, dichiara Michelini.
Per altre città, la movida violenta non è una novità. Ma un caso come quello di Davide (nome di fantasia del 26enne viterbese), pestato a sangue senza motivo in pieno centro, è una novità quasi assoluta per Viterbo.
Dopo un paio di episodi di knock-out, la moda americana del “pesta e fuggi”, consistente nell’atterrare un passante con un pugno in pieno viso e scappare, non c’erano state altre aggressioni a caso, di recente, nella città dei Papi.
Sono quelle che fanno più paura, perché non risparmiano nessuno. Chiunque può avere la sfortuna di incappare in picchiatori dalla bottigliata o dal cazzotto facile. Basta trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Com’è successo pochi mesi fa a David Raggi, 27enne di Terni, sgozzato senza motivo.
Il ragazzo viterbese è vivo. Ma se non fosse intervenuto un gruppo di coetanei ad aiutarlo avrebbe avuto conseguenze peggiori. Neanche lui aveva avuto alcun contatto con i suoi aggressori. E’ bastato passargli davanti perché lo rincorressero, raggiungessero e picchiassero senza pietà. Sei contro uno. Maschi e femmine.
A Davide che, intervistato da Tusciaweb, ha chiesto qualche pattuglia in più per controllare, il sindaco risponde che “la collaborazione con le forze dell’ordine è costante. Di recente abbiamo chiesto un potenziamento della sorveglianza anche tramite agenti e militari in borghese”.
“Devo dire – continua Michelini – di essermi sentito sicuro e tranquillo, in questa estate viterbese, passeggiando per Caffeina, che è stato il periodo di massimo afflusso di persone per le strade della città. In generale, penso di poter dire che l’aggressione al ragazzo viterbese sia un caso episodico. Sicuramente da non sottovalutare. Ma che non deve nemmeno generare un clima di panico”.
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