![]() Una scena durante le riprese |
– Sceneggiatori, attori e montatori di un film che racconta la loro vita e che è pronto per essere condiviso con il mondo esterno che li circonda.
Sono gli otto ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, seguiti dalla sezione 2 della Neuropsichiatria infantile, protagonisti del cortometraggio “Mi sembrava di volare” che verrà presentato, in prima assoluta, sabato 1 ottobre, alle ore 17,30, presso la sala conferenze della biblioteca comunale di Tuscania.
Il corto è il risultato finale del Progetto cinema organizzato e gestito dall’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile della Ausl di Viterbo, diretta da Marco Marcelli. Un progetto, già operativo da alcuni anni, che ha individuato nel cinema un efficace strumento educativo/riabilitativo e che ha portato alla realizzazione di altri due cortometraggi nel 2007 e nel 2009.
“Mi sembrava di volare”, l’ultima creazione del percorso riabilitativo, è stato reso possibile grazie alla collaborazione gratuita e alla professionalità messe a disposizione dall’associazione culturale Real Dreams di Tuscania e alla direzione artistica dell’attore Pietro Benedetti che ha firmato anche la regia del lavoro.
La sceneggiatura del film è stata creata partendo dalle esperienze di vita, scolastiche e familiari, dei ragazzi delle Neuropsichiatria infantile. Sono loro, in ultima analisi, gli autori del soggetto. Ma non si sono fermati a questo passo iniziale.
Grazie anche alla partecipazione volontaria di dieci studenti del Liceo scientifico e dell’Ipsia di Tuscania, si sono rivelati dei veri attori professionisti davanti alla telecamera e questa forma di incontro tra ragazzi che vivono esperienze diverse ha permesso a tutti di intraprendere un percorso di crescita e di maturazione. Anche la fase di montaggio li ha visti partecipare in maniera attiva e il risultato finale è un film che vale assolutamente la pena di vedere, anche per condividere con i protagonisti l’entusiasmo messo in campo e i progressi registrati nei sei mesi di realizzazione del progetto.
“Il film – commenta il regista Pietro Benedetti – parla di un sogno/incubo di un ragazzo di fronte alle prime responsabilità della vita e di temi quali l’amicizia, la famiglia e la scuola. I pensieri di un giovane uomo sono individuati tramite inquadrature strette; l’amicizia, la famiglia e la scuola tramite inquadrature larghe. Da questo contrasto emergono in primo piano tutte le possibili certezze del protagonista. Per quanto riguarda la fase operativa, tutti gli incarichi sono stati ricoperti a turno dai ragazzi un po’ per gioco e un po’ per imparare e, da questo punto di vista, un ringraziamento voglio rivolgerlo alla pazienza e bravura dell’operatore e del montatore del film, Davide Boninsegna, sempre sensibile e sorridente a ogni mia richiesta. Un grazie finale lo devo anche a Tuscania che ha arricchito con le sue bellezze il cortometraggio”.
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