Viterbo – Mettiamo una mattina di Ferragosto a Viterbo: traffico delle 9,30 per raggiungere lago, mare e campagna.
Una ragazza piange disperata per strada, seminuda e scalza, in via del Paradiso. Nessuno nota le sue lacrime.
Chi si accorge di lei, la guarda ammiccante e tira baci dal finestrino della macchina, per poi proseguire.
Solo un passante si ferma. Stefano Cecchetto, viterbese, di quella stirpe di gentiluomini in via d’estinzione, non ha esitato un attimo a offrirle aiuto.
“Non avrei potuto fare altro – spiega Cecchetto -. Ho visto che era in quello stato… la coscienza non mi avrebbe permesso di girarmi dall’altra parte”.
Stefano ha accostato e l’ha avvicinata. “Le ho chiesto se potevo fare qualcosa per lei: era evidente che avesse bisogno d’aiuto. Era scioccata e non smetteva di piangere”.
La comunicazione non è stata semplice. “Parlava un po’ in inglese, un po’ in spagnolo. Mi gridava: ‘Police! Police!’. Diceva che il fidanzato l’aveva riempita di botte e, in effetti, aveva diversi segni addosso, sul viso, su una gamba, sul polso che era gonfio. Parlava di una bottiglia… Forse era stata picchiata con una bottiglia di plastica piena… non lo so… Ha aggiunto che dopo averle messo le mani addosso l’aveva cacciata, senza farle prendere soldi, cellulare, documenti, scarpe. Niente. Praticamente buttata in mezzo a una strada vestita da casa, in shorts e canottiera”.
Poco dopo è passata una pattuglia dei carabinieri. Hanno chiamato i colleghi, arrivati dopo un po’. Stefano, intanto, aveva fatto sedere la ragazza in macchina. “Avrà avuto 25, 27 anni. Non faceva altro che dirmi ‘Grazie, sei un bravo signore’. Mi è venuto spontaneo chiederle: ‘Per quanto tempo sei rimasta qui, così, da sola?’. Lei mi ha detto venti minuti. Venti minuti senza che nessuno abbia mosso un dito. E di macchine ne sono passate, anche mentre ero lì con lei… Ha ricevuto solo gli sguardi maliziosi di qualche maschio che passava e che l’ha scambiata per una prostituta. Così mi ha detto lei…”.
La ragazza è stata portata via da un’ambulanza per una visita al pronto soccorso. Stefano non sa più niente di lei.
E’ in questi momenti che agosto sembra davvero “il mese più freddo dell’anno”, come canta il gruppo pop dei Perturbazione. Ancor più d’estate che d’inverno, soffia il vento di un’indifferenza gelida. Solo pochi giorni fa, sulla spiaggia di Mondello, a Palermo, il cadavere di un uomo morto d’infarto è rimasto immobile sulla battigia mentre i bagnanti, intorno, continuavano a prendere il sole. Lo riporta Repubblica: “dopo la tragedia va in scena il paradosso”, scrive Arianna Rotolo.
Da dove arriva questa indifferenza gelida? Pigrizia? Paura di cacciarsi nei guai?
In tanti, ieri mattina, hanno visto una giovane donna per strada, in abiti succinti. Stefano ha visto una ragazza che piangeva tutte le sue lacrime. E si è indignato al punto da raccontare il fatto su Facebook, con un post che ha riscosso immediatamente centinaia di mi piace e decine di commenti. “Tenderle una mano è stato istantaneo. Era inoffensiva, fragile, in difficoltà. Mi sconvolge come nessun altro abbia avuto lo stesso pensiero”.
Stefania Moretti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY