Viterbo – Due milioni di euro.
Tanto dovrà pagare la asl di Viterbo ai genitori di una bimba di 5 anni, rimasta cerebrolesa per complicazioni durante il parto.
Lo ha deciso il giudice del tribunale civile di Viterbo Federico Bonato, come riporta Askanews, riconoscendo “la responsabilità della struttura sanitaria” e il “pregiudizio subito dalla neonata rispetto ai tempi con cui è stato eseguito il parto e quelli relativi al ricovero in terapia intensiva”.
Nel suo stringato provvedimento di appena cinque pagine, il giudice civile parlerebbe di danno “pari al cento per cento di invalidità permanente” e che comprenderebbe anche “il diritto al rapporto familiare”.
Del risarcimento, immediatamente esecutivo, un milione e mezzo è destinato alla bimba, il resto ai genitori, assistiti dagli avvocati Danila Paparusso e Luca Cococcia.
La sentenza parla di “ritardo nell’esecuzione del cesareo e nel ricovero in terapia intensiva”. Circostanze che, per il giudice Bonato, sarebbero state la causa dell’ipossia: il sangue non è arrivato più al cervello della piccola, con conseguenze pesantissime.
I sanitari, peraltro, sapevano che la mamma era stata ricoverata due volte prima di dare alla luce la bambina; un dato che imponeva di agire d’urgenza, soprattutto nella delicata fase tra l’arrivo in ospedale e il ricovero in terapia intensiva. “Periodo – scrive il magistrato – che doveva necessariamente essere reso più breve”.
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