Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Guido Urbaini, Rsu Faisa Cisal, al sindaco Leonardo Michelini e all’assessore Alvaro Ricci – Vogliamo risposte serie e precise per quello che sta succedendo alla Francigena trasporto pubblico locale (tpl) di Viterbo.
Da tempo ormai lo spreco di denaro, l’opaca e la confusa gestione da parte dell’amministrazione del tpl ci sta preoccupando e allarmando.
Cambi di consiglio di amministrazione, poi amministratore unico che invece di migliorare tecnicamente il trasporto pubblico, diventa sempre più drammatico e insostenibile.
Acquisti di bus scartati da altre aziende, senza aria condizionata e né pedane per disabili, bus usati con diciott’anni di servizio compra la nostra amministrazione come se i soldi fossero loro, spendendoci altro denaro per metterli in marcia, continuando comunque ad avere problemi tecnici vista l’età.
Motori rifatti a bus vecchissimi e riverniciati che danno comunque problemi anche se lucenti. Basta pensare che uno dopo tre mesi e dopo aver speso 18mila euro per rifare il motore si è fuso.
Parco macchine obsoleto, mancanza di aria condizionata nei mesi caldi e riscaldamento nei mesi freddi, nonché sedili non a norma che ci creano problemi alla schiena.
Il nostro meccanico mandato in prepensione, che paghiamo lo stesso; quindi manutenzione insufficiente, spesso del tutto assente, spendendo somme altissime per riparazioni fatte dal meccanico privato che fa interventi anche se non richiesti.
Bus che rimangono senza gasolio, uno a settecento metri dal deposito, trasportati da carri attrezzi che ci costano migliaia di euro, mentre basterebbe un intervento della manutenzione con una ghirba di gasolio a costo zero. Ma come già detto la manutenzione è quasi inesistente e nulla nell’ultimo rientro da Grotte Santo Stefano dell’ultimo turno.
Guida dei bus con temperatura fino a 50 gradi per noi e per i passeggeri: volevo informarvi che siamo esseri umani e non bestie, che andrebbero comunque protette.
Mancanza di personale per controlli nei bus e mancanza di un punto vendita di biglietti, di abbonamenti e di informazione, con perdita sostanziale di introiti economici per l’azienda.
Queste sono vicende che hanno fatto emergere l’opaca conduzione del tpl in questi ultimi anni e i lavoratori sono stati gli unici a subire le drammatiche conseguenze delle confuse gestioni da parte di coloro che hanno guidato questa amministrazione, portandola nello stato deprimente attuale.
Ci servono persone che sanno prendere in mano il tpl e ottimizzarlo e non mandarlo a fondo per incompetenza.
Basti pensare che hanno mandato a Lucca, a pagamento, la nuova organizzazione delle linee e dei turni di lavoro di Viterbo, come se Lucca sapesse le esigenze della popolazione di Viterbo, come se noi sapessimo quella loro.
L’unica cosa a cui l’amministrazione è interessata è quella di fare il nuovo integrativo che servirebbe soltanto a mettere in croce economica cinquanta famiglie. Questa è la loro unica idea e soluzione che noi non accetteremmo mai, costi quel che costi, anche perché abbiamo arretrati dal 2008.
Discriminazioni tra i lavoratori, basti pensare che alcuni lavoratori che dal 1990 circa lavoravano presso l’ex Sauv, poi diventato Francigena, risultano con parametro e scatti inferiore a chi è entrato nel 2003.
Questo fenomeno di progressiva mancanza di rispetto è già allarmante, ed è accompagnato dalla preoccupante e mortificante perdita di professionalità da parte nostra che facciamo sacrifici per la nostra azienda che sa solo rispondere, precedentemente con arroganza, ora con molto fair play ed educazione, ma con lo stesso scopo di imporre uno schema autoritario e preciso, impoverire le buste paga degli autisti.
Poi, dulcis in fundo, vorrebbero mettere una commissione disciplinare per gli autisti. A noi che lavoriamo con i doppi turni, a noi che lavoriamo disagiati, a noi che un nostro piccolo errore è recuperabilissimo, a noi che lavoriamo dal lunedì al sabato comprese le festività. No, la commissione disciplinare dovrebbe essere messa per l’amministrazione che un loro errore costa migliaia di euro.
In conclusione, il rapporto tra l’azienda e i lavoratori non può progredire, con la discussione del nuovo contratto integrativo, se prima non verranno risolti i problemi sopra elencati.
Chiediamo quindi risposte pubbliche da chi è citato in questo intervento, chiediamo cosa significa questo modo arbitrario di spendere denaro pubblico con tanta semplicità e leggerezza.
Guido Urbani – Rsu Faisa Cisal
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY