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Canepina - L'iniziativa in memoria dell'11 settembre

Una torre per la pace

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– A Canepina la videoinstallazione ‘’La Torre della Pace, la strategia dell’arte contro le strategie della violenza’’.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nello spazio Biancovolta dell’Arci di Viterbo.

Verrà inaugurata sabato 1 ottobre alle 17, e resterà per tuto il mese di ottobre presso la cappella rupestre San Paolo della Croce a Canepina, l’iniziativa Torre della Pace – la strategia dell’arte contro le strategie della violenza’.

Il progetto, ideato dal professor Marco Maria Gazzano, è nato in risposta agli attacchi terroristici alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, inaugurato nel 2002 a Roma, nel contesto della Biennale internazionale delle arti elettroniche e della tv di qualità Arte & Comunicazione.

La videoinstallazione di Canepina, curata anche dalla studentessa Isabella Pomi, grazie allo scorrere di simboli e immagini in movimento, vuole contrapporsi ad ogni tipologia di guerra nonché della violenza – come spiega il professor Gazzano – con la quale gli oligopoli e i media tengono in ostaggio i corpi e le menti dei cittadini del pianeta: pretendendo di legittimarsi con quella o con un’altra provocazione’’.

La presentazione dell’evento si è tenuto questa mattina all’interno dello spazio Arci di via delle Piagge, dove questa sera (30 settembre) verrà inaugurata l’esposizione “Generazione romane in video arte”.

Un progetto, quello della Torre della Pace, ambizioso ma fortemente apprezzato dal sindaco del piccolo centro della Tuscia Maurizio Palozzi.

‘’Condivido l’intraprendenza di Isabella nell’aver proposto al professore Canepina come location della videoinstallazione – ha detto il sindaco – il nostro paese è stato insignito con una medaglia di bronzo al merito civile, in quanto nel 1944, è stato oggetto di bombardamenti nei quali morirono 115 persone.

Da quel momento difficile – ha continuato Palozzi – i canepinesi hanno visto crescere in loro un grande spirito di pace e per questo io mi sento in dovere di appoggiare questa manifestazione che racchiude idee e visioni artistiche di persone differenti – ha concluso il primo cittadino – provenienti da culture e religioni spesso in contrapposizione’’.

Ad avviso di Gozzano, il piccolo centro della Tuscia, potrebbe diventare una sorta di cantiere d’arte. ‘’Con un forte aiuto economico dai vari enti – ha sostenuto il professore – si potrebbero restaurare le varie cantine del paese e adibirle a laboratori artistici’’. Secondo il professore questo tipo di rivalutazione del borgo potrebbe essere un grande aiuto per tutti i laureati della facoltà di beni culturali che, il più delle volte, non trova un lavoro adatto agli studi effettuati.


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30 settembre, 2011

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