Viterbo – Con Nello e Rosati non sarebbe successo.
Di sedi per discutere ce ne sono tante, ma Giuseppe Fioroni chiede il rispetto delle istituzioni prima di tutto. Trent’anni fa l’amministrazione targata Rosati individuò il Sodalizio come responsabile del trasporto.
Un passo che l’ex ministro definisce fondamentale nella definizione dei ruoli che devono essere riconosciuti da tutte le parti coinvolte. Oggi più che mai è per lui necessario mettere da parte gli screzi personali per non compromettere questa tripartizione ormai consolidata.
“Dopo gli anni ’80 – dice Fioroni – si fece uno straordinario passo in avanti nella storia della città di Viterbo quando venne superato il fatto che il costruttore della macchina di santa Rosa fosse anche il responsabile del trasporto e colui che individuava i facchini.
Lo si affidò, infatti, al Sodalizio, tramite approvazione con presa d’atto dello statuto di questo organismo da parte del comune, che rappresenta la città che è l’unica proprietaria della macchina di santa Rosa
Una decisione per cui tutti devono riconoscere tutti e che funziona solo se comune, costruttore e Sodalizio vanno d’accordo. Se due si mettono a litigare, si crea, oggettivamente, un “vulnus” che riporta indietro negli anni.
Fui tra quelli che lavorò perché il Sodalizio diventasse appunto un’entità autonoma e che non venisse più considerata alle dipendenze del costruttore o come un’associazione privata. Ci deve, però, essere fiducia reciproca tra comune e Sodalizio e quindi, soprattutto in questo caso, mi auguro che nulla venga rimesso in discussione.
Vorrei, infatti, che nessuno pensasse che su questi temi si possa fare una guerra di posizione che, invece, riguarda i rapporti tra le persone e mai le istituzioni che sono al di sopra dei singoli.
Non entro nel merito di chi ha colpa e chi ragione, perché non conosco a fondo la vicenda. Si litighi privatamente senza compromettere la tripartizione degli incarichi. Se, infatti, il comune non riconosce il Sodalizio o viceversa, al di là della stratosferica brutta figura, si rischia di far precipitare la città a prima degli anni ’80. Ci sono delle responsabilità che vanno al di là delle provocazioni”.
A Fioroni non piace che quanto costruito in passato venga in qualche modo rivisto.
“Sarebbe un danno per la città. Il Sodalizio è riconosciuto dal comune, e il sindaco affida al capofacchino il trasporto della macchina. Questa fiducia che gli dà, per conto della città, non può venire meno dall’altra parte. Con le istituzioni non si può giocare e mi auguro che il senso di responsabilità prevalga.
E’ vero, c’è chi ha fatto delle affermazioni sopra i toni, ma non c’è giustificazione alcuna per cui gli screzi, pur legittimi, e i risentimenti, anche giusti, possano compromettere il rapporto tra le istituzioni e la reciproca legittimazione che deriva dal riconoscimento. Senza dimenticare poi che il capoluogo è stato insignito del riconoscimento Unesco, dato alla macchina, che è di proprietà della città tramite il comune”.
Fioroni ammette che i rapporti difficili tra Sodalizio, comune e costruttore hanno riguardato tutte le generazioni e tutte le amministrazioni. Ma precisa. “Pur non permettendomi di esprimere il pensiero degli altri, sono convinto che, se fossero ancora vivi Rosato Rosati, che è stato il sindaco del riconoscimento del Sodalizio, e Nello Celestini, entrambi avrebbero condiviso il fatto che le istituzioni meritano un rispetto che viene anche prima delle legittime rivendicazioni. Si discuta quanto si vuole, in mille altre sedi, ma nsenza mettere in mezzo le istituzioni che sono patrimonio di tutti”.
Il 3 settembre Fioroni assisterà al trasporto. “Ci sarò sicuramente – conclude -. La macchina è meravigliosa, il costruttore e Ascenzi hanno fatto un lavoro splendido”.
Paola Pierdomenico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY