Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione del gruppo consiliare Unione di centro al sindaco Marini – Al sindaco del Comune di Viterbo, interrogazione urgente a risposta scritta.
Oggetto: situazione centro fieristico Tuscia Expò.
Premesso che Tuscia Expo’ è stata costituita nel 2001 in attuazione della l.r. n. 14 del 1997 nella forma di società per azioni partecipata in misura paritetica da Regione, Camera di commercio, Provincia e Comune di Viterbo;
obiettivi della legge sono: la realizzazione del polo fieristico a viterbo nella zona della Volpara e nel frattempo la promozione di manifestazioni fieristiche in vista della realizzazione della nuova fiera;
constatato che dal 2001 al 2005 la società ha:
– ripreso il vecchio progetto della fiera alla Volpara già bocciato dalla regione, rivisto e adeguato con una nuova variante urbanistica che ha ottenuto l’approvazione regionale in conferenza dei servizi;
– elaborato e presentato un progetto approvato dal comitato regionale delle opere pubbliche per uno stralcio delle opere di urbanizzazione comprendente un autonomo svincolo della superstrada, la viabililta’ interna, i parcheggi, le fognature ecc;
– ottenuto lo stanziamento di 7 milioni 600 mila euro dalla regione per la realizzazione di un primo stralcio funzionale dell’opera;
– ottenuto per gli anni 2002-2003 l’erogazione di un milione di euro per ciascun anno per le attivita’ preliminari alla realizzazione dell’opera e l’avvio di iniziative fieristiche;
considerato che:
– il progetto strategico proposto dalla società e approvato dagli enti soci poggiava sull’inserimento di viterbo nel piano fieristico regionale che vedeva i tre poli di roma (nuova fiera) sora e appunto Viterbo.
– la realizzazione della nuova struttura fieristica alla volpara, doveva utilizzare fondi regionali per le opere di urbanizzazione e poi ottenere finanziamenti privati: in sostanza i privati avrebbero potuto acquisire la volumetria costruttiva disponibile a seguito della variante approvata;
– nel 2005 un invito ai privati a manifestare interesse, pubblicato dalla società sul Sole 24 ore, ha ricevuto numerosi riscontri interessati alla realizzazione del programma che, tuttavia, restava legata almeno all’avvio della gara per le opere di urbanizzazione;
rilevato peraltro:
– il mancato stanziamento di fondi da parte della regione lazio (contrariamente a quanto avvenuto per roma e sora);
– il mancato avvio della gara per le opere di urbanizzazione, nonostante che con la sottoscrizione dell’accordo di programma, firmato dalla regione e dal comune di viterbo, si fosse nella condizione di operare : serviva soltanto la stipula di una convenzione tra la societa’ ed il comune di viterbo, mai perfezionata;
rilevato inoltre che :
– la societa’ lasciata la sede del poggino ha realizzato le manifestazioni nella sede dell’ex tribunale di viterbo non strutturato per questo tipo di manifestazioni in termini di disponibilità di spazi e funzionalità della struttura;
– in assenza di contributi da parte dei soci i bilanci della società sono andati in rosso, mentre il ripianamento delle perdite per gli anni 2008-2009 e 2010, regolarmente approvato all’unanimità nelle assemblee dei soci, è stato rispettato con il versamento dei fondi necessari soltanto dalla camera di commercio e, parzialmente, dalla regione, perché costretta da decreti ingiuntivi e pignoramenti;
– il Comune di Viterbo non ha ancora provveduto a versare quanto dovuto per quello che riguarda i contributi annuali e le quote di spettanza per il ripianamento delle perdite creatosi nel triennio trascorso;
in conseguenza di ciò:
– la società è rimasta paralizzata;
– l’inerzia complessivamente manifestata dagli enti soci ha condotto ormai la società ad un punto morto.
– il mancato avvio delle opere di urbanizzazione può provocare la perdita degli oltre 7 milioni stanziati per questo investimento ed, impedendo il completamento del progetto, determinerà la decadenza della variante urbanistica con la riclassificazione dell’area (di proprieta’ del comune di viterbo) ad area agricola;
– l’abbandono degli obiettivi assunti dai quattro enti, in applicazione della legge regionale n. 14/97, per i quali sono stati investiti già alcuni milioni di euro, è avvenuto senza nessuna approvazione da parte degli enti suddetti.
Tutto ciò premesso rilevato e considerato, il gruppo consigliare comunale dell’Udc interroga il sindaco di Viterbo per conoscere:
– quali interventi si intendano attivare per evitare che quanto previsto dalla legge regionale n. 14 del 1997 venga completamente vanificato;
– in particolare se si intenda onorare gli impegni economici sottoscritti e ad oggi non ancora mantenuti e se si intenda porre in essere azioni di sollecito, per l’utilizzo dei fondi destinati alle opere di urbanizzazione al fine di impedire la perdita del finanziamento, e di conseguenza, la decadenza della variante urbanistica con un gravissimo danno patrimoniale per l’ente e lo stesso comune di Viterbo.
Il gruppo consigliare Udc
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