Viterbo – “I soci di Talete, ovvero i sindaci, devono assumersi le proprie responsabilità e domandarsi se vale la pena mantenere una struttura consortile oppure un’altra cosa”. Il sindaco Leonardo Michelini punta a uno scatto d’orgoglio da parte dei sindaci.
Le dimissioni del presidente della Talete, Stefano Bonori, e della consigliera Cinzia Marzoli rendono ancora più complicata una situazione già difficile all’interno della società idrica. Futuro incerto e lo spettro della liquidazione.
“Secondo me Bonori – osserva Michelini – in questo periodo ha cercato in maniera utile di fare trasparenza nei conti e nella gestione di Talete. Gliene va dato atto”.
Tutto si è arenato con il bilancio.
“Può essere modificato anche alla luce della lettera dal direttore Ato che in base al controllo analogo ha chiesto chiarimenti.
Ci sono poi le questioni che riguardano somme dovute ai comuni.
Sul loro riconoscimento, se si tratti di spese ordinarie o di straordinaria manutenzione. E’ su questo che occorre un momento di riflessione e assunzione di responsabilità”.
Le incertezze restano.
“Adesso i soci devono convocare un’assemblea ed eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione.
Essendosi dimessi due consiglieri su tre, ovvero la maggioranza, decade l’intero cda”.
Michelini spera in un intervento da parte della regione.
“Perché riconosca che il nostro è un Ato debole. Una presa d’atto con fatti concreti. Poi ci sono i problemi interni a Talete.
Il fatto che una società così grande non abbiamo organismi dirigenziali adeguati, come un amministratore delegato o un direttore generale”.
Oggi la parola passa al presidente uscente Bonori. Non sarà un passaggio semplice.
Giuseppe Ferlicca
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