Viterbo – (g.f.) – Talete, il giorno della verità di avvicina.
Dopo le dimissioni del presidente Stefano Bonori e della consigliera Marzioli, il consiglio d’amministrazione è decaduto, seppure formalmente il terzo, Marco Fedele, non abbia seguito gli altri due.
Spetta ai soci nominarne un cda nuovo di zecca.
Il presidente dell’Ato Mauro Mazzola ha promesso tempi brevi e adesso arriva la data. Il 5 ottobre.
In quell’occasione i soci – sindaci saranno chiamati a scegliere i nuovi componenti del cda e di conseguenza il presidente.
L’indicazione data da Mazzola è di un presidente tecnico, meglio ancora se lo fossero tutti e tre i componenti. Per traghettare la società idrica nel suo momento più difficile di un già non facile vita, da quando è nata.
La scommessa, minima, è che i primi cittadini per quella data arrivino con nomi già stabiliti.
Anche se oramai sembra chiaro che chiunque arrivi, si troverà di fronte a quei quattro milioni e passa di deficit che in qualche modo vanno sanati.
Spetta ai comuni che sono i soci di Talete. Un presidente o un consiglio d’amministrazione, fossero pure i migliori sul mercato, hanno poco spazio di manovra.
A fine mese, poi, la regione deve decidere sugli Ato. Quello unico spianerebbe la strada al gestore unico. Che si chiami Acea o Pinco pallino.
Non è un caso se anche Giuseppe Fioroni si sia accorto, alla tre giorni Pd, che forse la gestione idrica non è mestiere dei sindaci.
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