Viterbo – E’ venuta a Belcolle per una visita, ha preso un Campari al bar e si è lanciata dalla scala antincendio (fotocronaca – slide – video).
Ha scelto di morire così Sveva Maria Ludovica Patrizi, la 52enne di origini brasiliane che, ieri mattina, si è gettata nel vuoto dall’ospedale viterbese.
Almeno dieci metri di volo, forse anche più. Poi lo schianto a terra. E in un attimo, la morte e l’orrore.
La donna non viveva a Viterbo, né in provincia: veniva da Roma. Nel Viterbese aveva qualche parente, una sorella che sapeva che ieri mattina avrebbe dovuto sottoporsi a un controllo da uno psicologo: non stava bene. Da tempo era in cura, seguita da un medico della capitale e con un amministratore di sostegno.
Alle spalle, un’aggressione che l’aveva ridotta in fin di vita. Atti di autolesionismo. Un dolore covato dentro e esploso ieri mattina in un ultimo gesto di disperazione.
Sveva conosceva Belcolle perché la mamma era morta qui. Gli uomini del posto di polizia dell’ospedale hanno sentito il rumore terribile dello schianto e visto la 52enne a terra, davanti all’ingresso di Belcolle. Subito dopo, sono arrivati i carabinieri della stazione di Viterbo, coordinati dal luogotenente Maurizio Iannaccone e il nucleo operativo radiomobile di Piergiorgio Scoparo per i rilievi.
Il corpo è stato circondato da transenne coperte di lenzuoli bianchi.
Sicuramente si è lanciata dalla scala antincendio, non è ancora chiaro da che piano. Almeno dal terzo, a giudicare dalla violenza dello schianto. Una donna che era appena fuori dall’ingresso dell’ospedale è stata sfiorata da quel corpo in caduta libera. Il rumore è stato come quello di un’esplosione. Lo stesso avrebbero detto altri testimoni ascoltati dai carabinieri, coordinati nelle indagini dal pm Stefano D’Arma.
Accanto al corpo, le scarpe della donna.
Gli uomini del posto di polizia dell’ospedale hanno trovato anche un braccialetto.
L’ultimo suicidio all’ospedale di Belcolle risale al 2009. Il 5 novembre Linda Bourkkache, 16enne algerina, studentessa dell’Orioli, in Italia da più di dieci anni, si lascia cadere dalla finestra di un bagno del reparto di Ostetricia. Qualcuno la vede a cavalcioni sul davanzale, scavalcarlo e finire giù, sopra il tetto del vecchio pronto soccorso. Sul suo profilo Facebook, la foto di un cuore spezzato e l’ultimo desiderio: voleva essere un angelo.
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