Viterbo – Nuovi corsi e corsi vecchi completamente rivisitati.
L’anno accademico dell’Unitus parte con tante novità e un carico di aspettative non indifferente.
“Abbiamo realizzato un’offerta formativa molto più ordinata. Ora si percepisce chiaramente che la mission del nostro ateneo e dei dipartimenti è mirata al mondo del lavoro”.
Alessandro Ruggieri, rettore dell’università degli studi della Tuscia, è soddisfatto dell’offerta formativa per l’anno accademico 2015-2016.
“Ci sono tre nuovi corsi – spiega – che partono da zero. Il primo è scienze della montagna, che sostituisce un vecchio corso di scienze forestali che facciamo a Rieti. Di questo genere di corsi in Italia ce ne sono solo due, uno a Milano, focalizzato sui problemi dell’arco alpino e uno appunto a Rieti. Quello di Rieti è un corso che non è completamente legato alle foreste, ma ha anche elementi di turismo ed economia. Si tratta di un corso mirato a favorire la crescita imprenditoriale nei territori montani, tramite la conservazione della biodiversità e la produzione, raccolta e valorizzazione dei prodotti della montagna”.
La seconda novità è pianificazione e progettazione del paesaggio e dell’ambiente. Un corso fatto insieme alla facoltà di architettura della Sapienza.
“L’obiettivo del corso – dice ancora Ruggieri – è formare una figura professionale con forti capacità culturali nell’analisi, progettazione, gestione e valorizzazione del territorio sia in ambito rurale che urbano e capacità operative nella pianificazione infrastrutturale, ambientale e paesaggistica, con particolare riferimento al paesaggio agroforestale, alla luce delle trasformazioni ambientali in atto”.
La terza novità è la laurea magistrale in ingegneria meccanica, che completa il percorso di studi in ingegneria.
“Oltre alle tre novità – continua il rettore – abbiamo modificato alcuni corsi. Questo perché ogni anno cerchiamo di fare revisione per renderli attuali rispetto alle richieste della società e alle prospettive occupazioni. La nostra filosofia è creare meno insegnamenti ma più mirati”.
Sulla scorta di questo scienze della comunicazione è stato trasformato in comunicazione e tecnologie digitali. “Puntiamo a realizzare spiega – la figura del giornalista ingegnere, un giornalista arricchito delle competenze ingegneristiche”.
Sono stati unificati i due corsi forestali, ora ne esiste uno solo di competenza dei dipartimenti Dibaf e Dafne, il corso magistrale in biotecnologie che ora si chiama biotecnologie agrarie per l’ambiente e la salute. In questo caso è stato allargato il corso all’aspetto della salute.
Ovviamente restano immutati tutti gli altri corsi che danno capo ai dipartimenti di beni culturali e lingue e letteratura.
Ora che l’offerta formativa agli studenti non resta che iscriversi. “Mi auguro – conclude il rettore – che il numero degli iscritti aumenti. I primi indizi sono buoni. L’open-day ha avuto un riscontro eccellente, sono venuti molti più studenti dello scorso anno, se se ne iscrivessero solo la metà… Fino al 30 settembre c’è tempo per iscrizione usufruendo delle tante agevolazioni che abbiamo messo in campo, perché il nostro obiettivo resta sempre quello di un ateneo vicino alle famiglie e a questa città”.
Maria Letizia Riganelli
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