Nepi – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì primo ottobre alle 21 nella chiesa di S. Tolomeo a Nepi, veglia di preghiera per le missioni. Il vescovo diocesano Romano Rossi, sarà presente alla veglia di preghiera.
Sul tema della nuova evangelizzazione, il Papa ha dedicato efficaci interventi e per la celebrazione della “Giornata missionaria Mondiale” del prossimo 21 ottobre, ha detto: “Chiamati a far risplendere la parola di verità… e che ogni battezzato è chiamato a rendere testimonianza al Signore Gesù annunciando la fede ricevuta in dono… e questo dono–impegno da condividere è affidato non soltanto ad alcuni, bensì a tutti i cristiani battezzati”.
Oggi, in questo tempo, tutta la Chiesa è chiamata a confrontarsi con chi è nel bisogno e con le «nuove povertà», che interrogano la nostra coscienza di cristiani, perché richiede creatività, pazienza, ascolto e coraggio, accogliendo i problemi con attenzione ai valori umani, questo significa mettersi dalla “parte dei poveri”, per risollevarlo e “farsi voce di chi non ha voce” affinché sia riconosciuta e rispettata la sua dignità di uomo e figlio di Dio.
È questa l’intenzione di preghiera missionaria di Papa Francesco per il mese di ottobre.
Poi continuando ha affermato: “La dimensione missionaria, appartiene alla natura stessa della Chiesa … che chiama ad andare verso le grandi periferie della missione, tra le genti a cui non è ancora arrivato il Vangelo”. Chi segue Cristo non può che diventare missionario, e sa che Gesù “cammina con lui, parla con lui, respira con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno missionario” (Esort. ap. Evangelii gaudium, 266).
È il comando di Gesù che invia i suoi discepoli ad annunciare il Vangelo dell’amore, della misericordia e della passione: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Ancora oggi continua a inviare i suoi discepoli a ogni nazione, forti della sua presenza e del suo sostegno.
Nell’opera missionaria di evangelizzazione s’incontrano enormi difficoltà, fino alla disponibilità a sacrificare la propria vita per il nome di Cristo e per amore degli uomini. Gesù accompagna e guida i suoi testimoni. È lui la fonte rigeneratrice e inesauribile della missione della Chiesa nel mondo. Tutta la Chiesa e ogni Chiesa particolare è inviata a evangelizzare, a portare la buona notizia di Gesù Cristo morto e risorto per la nostra salvezza, dove è scarsa la presenza di Chiesa e del clero, in zone di povertà e in via di sviluppo.
La missione è passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo è passione per la gente. La chiamata di Dio alla missione è un dono e richiede una risposta di donazione per essere missionari nella vita di ogni giorno.
Purtroppo, nel mondo i missionari devono inevitabilmente affrontare sofferenze e persecuzioni, perché si scontrano con i poteri forti di questo mondo, nei luoghi dove le comunità cristiane subiscono minacce e continue sopraffazioni, emarginati nella loro missione dall’intolleranza religiosa, violentati nel loro credo, di conseguenza i missionari non possono mai chiudersi in se stessi, ma vanno oltre i propri confini, “chiamati a far risplendere la parola di verità”, ed arricchire di significato l’azione missionaria e così spargere nel mondo il buon profumo di Cristo. “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8).
Giancarlo Palazzi
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