Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – È stato annunciato che ai castanicoltori del Lazio viene riconosciuto il diritto a chiedere il risarcimento dei danni prodotti dalla infestazione del cinipide del castagno.
Giuridicamente tale diritto nasce dal fatto che il ministero delle Politiche Agricole ha dichiarato l’esistenza del carattere di eccezionalità dell’infestazione.
La notizia sarebbe importante perché si riconosce lo stato di calamità per la prima volta.
Ovvero nel 2015 viene riconosciuto un fatto con origini risalenti al 2002 quando in Piemonte viene rinvenuta la prima galla prodotta dal cinipide.
La sordità del ministero viene accentuata dal fatto che vi sarebbe stata un’azione costante dei comuni i quali avrebbero fatto richiesta senza essere mai ascoltati.
Finalmente con un decreto del 5 maggio (2015) viene contemplata la possibilità del riconoscimento dello stato di calamità.
Da quella data, circa, si sarebbe sviluppato un lavoro incessante svolto di concerto con l’assessorato all’Agricoltura (della regione Lazio) in tutte le sue articolazioni compresi i settori decentrati.
Dopo quel decreto si è sviluppata una apprezzabile sinergia tra i territori interessati e gli organismi regionali stimolati e seguiti costantemente.
Il tutto si concretizza in una delibera di giunta (della Regione Lazio) recepita nel decreto ministeriale pubblicato il 16 dicembre 2014.
Tale risultato rende giustizia ad un territorio che ha subito danni per una enorme quantità di euro.
La sinergia ha coinvolto tutte le istanze regionali compreso l’assessorato e l’assessora all’Agricoltura e tutte le strutture inerenti nelle quali l’assessorato si articola.
Sintesi.
Competenze e professionalità di ottimo spessore e di tutti i livelli sono finalmente riusciti nel 2015 a dare un risultato le cui premesse si verificano nel 2002.
Nel 2003 già furono espiantati consistenti aree investite da qualità sospettate di portare l’infezione il che ci dice che nei fatti i danni iniziano, sui monti Cimini, dodici anni prima del 2015.
La rispondenza alla realtà del provvedimento finale è tutta da verificare.
Anche ammesso che il decreto finale avrà giusta ed equa efficacia si pone un interrogativo: tutto questo apparato che ha portato al risultato suddetto ha incontrato, sui castagneti dei Monti Cimini, il problema dei fitofarmaci?
Tommaso Gionfra, oncologo presso l’istituto Tumori Regina Elena, ha esposto in merito fatti gravi ed inquietanti.
Il suo intervento fu in pubblico convegno e il video relativo ha girato il mondo.
Io penso, opinione personale, che tutte queste tante persone abbiano fatto bene a lavorare sodo per riconoscere il dritto ai contributi ma prima di essi avrebbero dovuto riconoscere il diritto alla salute e alla vita.
Purtroppo i politici quando si innamorano dell’ambiente del potere dimenticano tutto.
Angelo Bini vice presidente CoopCast – Cooperativa Agricola Produttori Castagne di Vallerano, Canepina, Monti Cimini
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