Viterbo – (g.f.) – Cittadinanza onoraria a Nino di Matteo. E’ scontro in prima commissione sul riconoscimento al magistrato antimafia.
Non perché i consiglieri non siano d’accordo. Solo che occorre modificare lo statuto. La cittadinanza è possibile riconoscerla solo a persone benemerite che abbiano operato in modo specifico iniziative di valore per Viterbo.
Serve modificare lo statuto, ma la proposta del consigliere Gianluca De Dominicis (M5s) così com’è stata presentata non va bene. Occorrono due passaggi, la richiesta di riconoscimento e la modifica dello statuto per consentirla.
“Io mi sono mosso così – spiega De Dominicis – perché mi è stato indicato il procedimento dal segretario generale”. La commissione s’incarta.
Anche perché c’è chi come Maurizio Tofani (Oltre le mura), riconosce il valore del magistrato, tuttavia: “La cittadinanza onoraria è un riconoscimento per chi ha operato iniziative lodevoli in modo specifico per il territorio. Siamo un comune”.
Organismi più alti possono dare riconoscimenti di più ampio raggio.
Tuttavia una soluzione c’è. “E’ sempre possibile – suggerisce Tofani – istituire un altro tipo di riconoscimento. Facciamolo”.
I consiglieri sono a un punto morto. Che fare della proposta di De Dominicis?
Si vota, quindi approvata o bocciata, oppure essendo trascorsi venti giorni dalla presentazione in commissione, deve andare direttamente in consiglio comunale?
Discussione non meritevole di riconoscimento e tantomeno di cittadinanza, un po’ come tutta la seduta.
Alla fine la presidente della prima commissione Melissa Mongiardo decide per tutti. Il punto va in consiglio comunale.
Ad allungare il lungo elenco degli ordini del giorno inevasi.
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