Viterbo – Il comune sta rivedendo la tanto contestata delibera “Svuota Rsa”, la regione sta stanziando 22 milioni su quattro anni, ma la soluzione per i familiari di persone ospitate dalle strutture sanitarie della Tuscia resta complicata. Anche se qualcosa si sta muovendo.
Ieri pomeriggio in piazza del Plebiscito la protesta dell’associazione Aforsat.
Col megafono in mano, il consigliere regionale Daniele Sabatini (Ncd) ha gridato le ragioni di chi, col taglio dei fondi da parte della regione e la delibera del comune, si sta indebitando e sa già che non potrà pagare.
Ha ripetutamente chiamato il sindaco Leonardo Michelini e la vice Luisa Ciambella che alla fine, sotto la pioggia, sono scesi.
Qualcosa da dire il primo cittadino ce l’ha: “Cinque giorni fa abbiamo iniziato un lavoro di studio della delibera, ai Servizi sociali in mia presenza. Stiamo studiando caso per caso, cercando una soluzione.
Adesso c’è anche la notizia dei 22 milioni”. E’ qualcosa, non sarà molto, ma per ora è ancora niente.
“Stiamo accumulando debiti – gli fa presente uno dei familiari – che nessuno potrà mai pagare. Migliaia di euro che andranno a gravare su famiglie che non hanno capacita economica. Il vostro impegno deve essere risolutivo e veloce”.
Fosse facile.
La protesta è sotto il comune, l’ente più prossimo, ma l’assessora Ciambella punta il dito più lontano. In direzione Roma.
“La regione – fa notare Ciambella – da un giorno all’altro non ha più mandato un milione e 900mila euro e non ha nemmeno saldato l’anno precedente.
E’ chiaro che tutto parte da lì. Noi c’impegniamo, ma senza l’aiuto dell’ente superiore non si fa molta strada.
Il comune ha adottato quella delibera perché altrimenti sarebbe andato in default e non avrebbe più potuto erogare alcun tipo di servizio. E’ impensabile che noi possiamo sostituirci alla regione e mettere tutto quello che non eroga più. Noi, nonostante le difficoltà abbiamo aumentato la quota che ci spetta, da 300mila a 500mila euro”.
La delibera contestata stabilisce che con un reddito di 13mila euro se si ha un conto corrente o un bene mobile o immobile, non si ha diritto alla contribuzione.
Sabatini chiede che sia ritirata, perché se anche la regione dovesse riprendere a pagare come prima, con quell’atto, a Viterbo chi dovesse superare la soglia non percepirebbe il contributo.
Laura Calcagnini, referente Aforsat spiega come mai ci sia Sabatini in piazza.
“Ho invitato tutti i consiglieri eletti – precisa Calcagnini – parlamentari, alla nostra riunione alla Mazzetta. Non si è presentato nessuno e nemmeno hanno risposto. L’unico è stato Sabatini”.
In piazza, invece, prima arrivano i consiglieri comunali del centrodestra, ma poi si fa vedere anche qualche rappresentante della maggioranza. Comincia Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo), poi Sergio Insogna e Chicco Moltoni (Gal), Martina Minchella (Pd) e altri ancora.
Familiari e comune si rivedranno, una linea per il dialogo è stata aperta, anche se l’incontro in piazza non era cominciato sotto i migliori auspici.
Il sindaco Michelini non ha gradito molto che Sabatini parlasse al megafono.
“Qui non ci sono persone sorde – ha esordito – se vi piace fare sceneggiate, io sono qui per ascoltare tutti. Non sono come lui che campa di politica, io campo del mio, tanto per essere chiari e non faccio sceneggiate”.
Laura Calcagnini lo riprende: “Nessuno qui fa sceneggiate”.
Alla fine il megafono sparisce, il primo cittadino spiega che non voleva offendere Sabatini e poi gli augura tanti anni di politica, ma senza campare di politica. Problema risolto. Sabatini aveva già detto di non campare di quello.
“A noi la politica non interessa – ribadisce Calcagnini – qui abbiamo i problemi delle Rsa. La gente non può pagare quello che le strutture chiedono, 59 euro al giorno.
Capiamo i problemi di bilancio del comune, ma voi capite quelli delle famiglie”.
Pare che stavolta si siano capiti.
“Andiamo da Zingaretti – propone Ciambella – e dall’assessore. Facciamoci dire quale sia la soluzione. Il problema non l’abbiamo creato noi, sappiamo tutte le difficoltà che le famiglie stanno attraversando.
Lavoriamo per superarle, ma proprio perché non dipende da noi, non possiamo dire che da soli siamo in grado di farcela”. Dito sempre puntato verso Roma. Qualcuno risponda.
Giuseppe Ferlicca
Mutimedia: – video – fotocronaca: La protesta contro la delibera “Svuota Rsa” – slide
– “Ci stiamo indebitando e non sappiamo come fare”
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