Viterbo – Rette per le Rsa. Il caso agita la maggioranza in comune, ma soprattutto preoccupa i familiari degli ospiti nelle strutture che si sono ritrovati nell’impossibilità di pagare la retta, dopo il taglio da parte della regione ai fondi e la delibera del comune che di conseguenza restringe pesantemente i parametri per l’accesso al contributo.
A sessanta euro al giorno, tanto costa la degenza nelle cliniche, sono migliaia di euro di debito che s’accumula.
Il comune l’altro giorno in piazza, per voce del sindaco Leonardo Michelini e del suo vice Luisa Ciambella, ha spiegato che diversamente non poteva fare.
Senza i fondi regionali, palazzo dei Priori non ce la può fare. Ecco il perché della delibera poi denominata “Svuota Rsa”.
E’ stato fatto il possibile? Probabilmente per mettere in sicurezza le casse comunali sì. Su tutto il resto qualche dubbio c’è. Basta controllare la tempistica dell’operazione.
30 dicembre 2014. Dalla regione arriva il taglio ai fondi per le Rsa. Un disastro per le famiglie, ma pure per i comuni.
A Viterbo non succede nulla per mesi. Si arriva al 29 aprile. La delibera di giunta n. 142 ridetermina i criteri per accedere ai fondi. E’ esecutiva dal 7 maggio.
I familiari si preoccupano, iniziano le proteste. Ma formalmente dal comune non esce nulla.
Devono passare ancora mesi perché da palazzo dei Priori parta una comunicazione formale ai familiari degli utenti Rsa, per informarli che quei contributi su cui facevano conto non ci sono più.
Dal 29 aprile al 10 settembre, quando iniziano ad arrivare le lettere. Più di quattro mesi.
Nel frattempo il debito per le famiglie si è accumulato e il comune informa che con effetto retroattivo, anziani ricoverati e parenti si devono arrangiare.
“Si comunica che ai sensi della delibera di giunta n. 142 del 29 aprile 2015, esecutiva dal 7 maggio 2015 – si legge nella lettera – la S.V. non risulta possedere i requisiti per la compartecipazione del comune di Viterbo alla spesa per il ricovero in Rsa”.
Dal 7 maggio non c’è più un soldo, ma i diretti interessati s’informano ufficialmente il 10 settembre. Quando si dice avere a cuore i problemi altrui. Non solo.
Nella comunicazione si precisa che pure per il periodo precedente alla delibera, del contributo non v’è certezza.
“Per il periodo precedente alla data d’esecutività dell’atto sopra citato (01.01.15 – 06.05.15), l’amministrazione comunale, in relazione alle disponibilità di bilancio, sta valutando l’eventuale possibilità di corrispondere un contributo di compartecipazione e la misura dello stesso”.
Quindi, se i soldi in bilancio ci saranno, eventualmente a palazzo dei Priori valuteranno la possibilità d’elargire un contributo. Quanto non si sa.
Salvo novità. “Ulteriori comunicazioni al riguardo – è la chiusura della lettera – verranno trasmesse successivamente”. Meglio sarebbe, tempestivamente.
Una vicenda che fa alzare la braccia in segno di resa al consigliere FI Giulio Marini: “Stiamo parlando del centrosinistra che mette in mezzo alla strada i vecchietti. Siamo alla follia”.
Giuseppe Ferlicca
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