Civita Castellana – Le parrocchie della diocesi di Civita Castellana accoglieranno i migranti. Su questo non ci piove.
A esserne sicuro è don Giuseppe Aquilanti, direttore Caritas della diocesi di Civita Castellana, che da qualche tempo sta gestendo la “partita” accoglienza. Una partita non esattamente semplice. Visto che, oltre alle buone intenzioni, ci sono problemi pratici da risolvere.
“La disponibilità delle parrocchie c’è – spiega don Giuseppe – ma restano oggettive difficoltà. Dobbiamo spiegare alle parrocchie come e dove accogliere, quante famiglie. Ovviamente la linea di fondo rimane l’accoglienza, pensiamo di poterne sistemare due o tre nuclei per parrocchia ma ovviamente è ancora presto per dire come”.
La diocesi di Civita Castellana è particolarmente sensibile al tema dell’accoglienza dei rifugiati, tanto che era al lavoro già da prima dell’appello di papa Francesco.
“Ci stavamo organizzando – dice ancora – con una proposta da estendere a tutte le Caritas del Lazio quando è arrivato l’invito di papa Francesco. Ovviamente abbiamo messo da parte la nostra proposta e abbiamo iniziato a lavorare su quella del papa”.
L’appello di papa Francesco ha smosso le diocesi italiane che stanno lavorando per capire come assolvere questo compito. Tutte le diocesi infatti tramite le rispettive Caritas accoglieranno delle famiglie. Si tratta non della prima accoglienza, che può essere gestita solo dallo stato italiano, ma del secondo step, ovvero, di quei profughi che, dopo aver eletto l’Italia come paese in cui stabilirsi, cercano di integrarsi nel territorio.
“A fine ottobre – conclude – ci sarà una due giorni di incontri con tutte le Caritas italiane proprio sul tema dell’accoglienza, l’idea è quella di trovare una linea comune. Ora siamo nella fase di elaborazione”.
Maria Letizia Riganelli
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