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Viterbo - Tanti gli appuntamenti per l'11esima edizione fino al primo novembre in sei comuni

150 volte Festa della castagna

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La presentazione delle feste della castagna nella Tuscia

La presentazione delle feste della castagna nella Tuscia 

Palozzi e Marlani

Palozzi e Marlani 

Il sindaco di Canepina Aldo Moneta

Il sindaco di Canepina Aldo Moneta 

Maurizio Palozzi e Domenico Merlani

Maurizio Palozzi e Domenico Merlani 

Il presidente della Proloco di Caprarola Maurizio Alessi

Il presidente della Proloco di Caprarola Maurizio Alessi 

Moneta, Merlani e Monzillo

Moneta, Merlani e Monzillo 

Viterbo – (g.f.) – Centocinquanta volte Festa della castagna della Tuscia.

Tanti sono gli appuntamenti in programma fino al primo novembre per gustare un prodotto tipico e immergersi nelle nostre tradizioni, tra folclore, caldarroste, cucina tipica.

L’iniziativa promossa dalla camera di commercio passa per sei borghi medioevali di altrettanti comuni: Soriano nel Cimino (1-11 ottobre), Canepina (10-31 ottobre), Vallerano (10 ottobre–1 novembre), San Martino al Cimino e Latera (17-25 ottobre), Caprarola (1-18 ottobre).

L’eccellenza è in festa, con il Marrone dei Cimini, quello di Latera e la castagna di Vallerano dop.

Castagne da gustare fresche, arrostite, lessate e aromatizzate con il finocchio selvatico, come vuole la tradizione.

Ogni festa ha una sua peculiarità e anche quelle in cui date si accavallano rappresentano un valore aggiunto per i turisti che possono scegliere ogni sera un luogo diverso, come ha fatto notare Luigi Pagliaro della Camera di commercio.

“Siamo all’undicesima edizione – dice il presidente della camera di commercio Domenico Merlani – è stato importante negli anni non interrompere l’iniziativa, anche quando la castanicoltura ha attraversato momenti difficili.

Come camera di commercio rinnoviamo l’impegno per la promozione del nostro territorio e di un prodotto tipico così importante.

Ieri in giunta abbiamo deliberato la presenza alla fiera dei cavalli 2015 a Verona. Un’opportunità per la Tuscia, si tratta della prima manifestazione per importanza in Italia e fra le principali in Europa. Porteremo le nostre eccellenze”.

Quest’anno il raccolto torna a essere soddisfacente, come ricorda Maurizio Palozzi, presente per la provincia: ”Non siamo tornati alla produzione ante cinipide ma ci stiamo avvicinando”.

Dall’ex sindaco Palozzi all’attuale Aldo Moneta: “A Canepina in questo periodo ci sono non solo castagne – precisa Moneta – ma stand gastronomici e nelle cantine piatti tipici, come i nostri maccheroni, meglio conosciuti come fieno.

Come sindaco sono particolarmente felice di vedere di nuovo i concittadini nelle campagne impegnati massicciamente nella raccolta”.

Mentre da Caprarola Maurizio Alessi, presidente Pro Loco, spiega che alcuni spazi di palazzo Farnese non saranno disponibili per la prima volta per la festa, restano quelli alle scuderie. Forse a causa del passaggio di competenze dalla Sovrintendenza al Polo museale del Lazio.

Altri rappresentanti dei comuni coinvolti non c’erano. Impegni contingenti, diversi non hanno fatto in tempo ad arrivare a Viterbo.

Da palazzo dei Priori dovevano fare però poche centinaia di metri per arrivare alla presentazione in camera di commercio.

Qualcuno si sarà dimenticato che San Martino al Cimino è ancora comune di Viterbo o avrà pensato che il percorso da fare magari a piedi e sotto l’acqua non valeva la castagna.


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7 ottobre, 2015

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