Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Collaborazione, ascolto e massima disponibilità a costruire insieme il futuro dell’attività venatoria e della gestione del territorio del Lazio. E’ stato un incontro decisamente positivo quello che si è tenuto ieri pomeriggio, nella sede della Federcaccia Lazio, tra gli assessori alla Caccia della Regione Sonia Ricci, della Provincia di Roma Marco Palumbo, il presidente nazionale Fidc Gian Luca Dall’Olio e tutti i massimi dirigenti della Federcaccia regionale e delle cinque province.
Sul tavolo i principali temi inerenti il mondo venatorio regionale: dal calendario venatorio al piano faunistico regionale e i relativi piani provinciali, dalla riforma degli Ambiti territoriali di caccia al ruolo che questi istituti dovrebbero svolgere nell’interesse del mondo venatorio e del territorio nel suo insieme, inteso come garanzia di biodiversità, gestione delle specie problematiche, dei danni alle colture agricole ecc.
“In questa prima parte di mandato – ha ammesso l’assessore Ricci con apprezzabile onestà intellettuale – ho purtroppo trascurato il mondo venatorio e le sue tematiche: adesso intendo dare il via ad una nuova fase, che veda l’attività venatoria e i cacciatori al centro di una positiva discussione sulla ruralità e la gestione del territorio regionale. Il mio approccio nei confronti della caccia è scevro da ideologie. Credo ci siano tutti i presupposti per riaprire, dopo tanti anni, un dibattito serio sulla caccia e conferirle il giusto ruolo nella società, attraverso uno scatto culturale che ancora manca a questa regione. In questo senso, ovviamente, il mio principale interlocutore non può che essere la Federcaccia, in quanto principale associazione venatoria nazionale e regionale. Il mio invito è quello di decidere insieme la scaletta delle priorità del mondo venatorio del Lazio”.
Importante, sotto quest’ottica, sarà anche la capacità di coordinarsi che il mondo venatorio regionale dovrà dimostrare, per dare più forza alla propria voce. Sull’argomento Gian Luca Dall’Olio, presidente nazionale Fidc, ha ricordato l’avvenuta nascita di un nuovo soggetto, che unisce sotto un unico coordinamento Arcicaccia, Anuu migratoristi, Enal caccia, Eps e, appunto, Fidc. “Potrebbe essere questo un buon punto di partenza per andare dall’assessore con le carte unitarie”, ha detto Dall’Olio, che ha poi ricordato la necessità di controllare lo stato dei lavori degli Atc, dell’applicazione della legge 157/92 che in alcune aree della regione è ancora molto indietro, della formazione di cacciatori abilitati al selecontrollo anche all’interno delle aree protette e, infine, di ricreare dei ceppi geneticamente validi di selvaggina nobile stanziale, che saranno il nuovo capitale da sostituire agli attuali “polli” di allevamento lanciati dagli Atc.
L’assessore provinciale Palumbo si è detto disponibile a rivedere le planimetrie del piano faunistico provinciale, obsolete rispetto all’espansione urbanistica della città metropolitana, prima di approvare il nuovo piano. “Stiamo potenziando l’ufficio caccia – ha dichiarato – che in effetti era rimasto un po’ indietro. Ci stiamo muovendo per intervenire nei parchi riguardo il problema ‘cinghiale’ e dobbiamo agire insieme a voi cacciatori”.
L’incontro si è concluso con un momento conviviale e l’impegno a rivedersi entro breve tempo per mettere subito in pratica gli impegni presi.
Prima che la riunione avesse inizio, su invito del presidente di Federcaccia Lazio Aldo Pompetti i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Umberto Martelli, storico presidente della sezione comunale di Fidc Cisterna, provincia di Latina, recentemente scomparso.
Federcaccia Lazio
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