Viterbo – Finanza alla Asl.
Ieri mattina, le fiamme gialle hanno acquisito atti alla Cittadella della salute.
Non è la prima volta, negli ultimi mesi. Su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, i finanzieri avrebbero prelevato atti inerenti alla procedura di assegnazione di appalti per forniture informatiche.
Un’attività di monitoraggio, almeno per ora. Un fascicolo conoscitivo, come viene definito in questi casi, senza indagati né ipotesi di reato.
Solo quando avranno consultato tutta la documentazione acquisita i finanzieri potranno inoltrare un’informativa agli inquirenti muovendo eventuali addebiti a imprenditori o dirigenti dell’azienda sanitaria.
In passato la Asl è stata a lungo nel mirino della magistratura viterbese.
L’inchiesta sugli appalti affidati dall’azienda sanitaria è durata tre anni, dal 2009 al 2012, impegnando un intero pool di sostituti procuratori.
Diecimila pagine di atti e tre fascicoli: un pachiderma dapprima spezzato in due tronconi saldati dal gup in un unico procedimento.
Il primo riguarda gli appalti informatici e telefonici della Asl affidati in cambio di presunte tangenti. Filone per il quale più di un indagato, colto sul fatto, ha già patteggiato.
L’altra tranche riguarda sempre la cessione di appalti al “miglior offerente”. Ma stavolta la contropartita sarebbe stata il consenso politico.
Un terzo fascicolo, staccato da una costola dell’appaltopoli informatica, ha fatto finire a giudizio i dirigenti delle asl di Rieti e Roma H, per i quali la sentenza si avvicina a grandi passi.
Il futuro è tutto da scrivere.
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