Viterbo – (r.s.) – Riforma delle pensioni, i sindacati sono scesi in piazza.
Manifestazione di Cgil, Cisl e Uil questa mattina sotto il palazzo del Governo. Il presidio delle tre sigle sindacali per chiedere una modifica della legge Fornero.
“E’ una legge ingiusta e dannosa – dicono – che costringe i lavoratori ad andare in pensione dopo i sessantasette anni. Una soglia estrema che non tutti riescono a raggiungere, perché è impossibile svolgere lavori usuranti fino a quell’età”.
I sindacati, rappresentati da Miranda Perinelli (Cgil), Rosita Pelecca (Cisl) e Gianacarlo Turchetti (Uil), chiedono di mettere mano anche alla questione esodati. Una richiesta che arriva a pochi giorni dalla discussione in Parlamento della legge di stabilità che verrà presentata giovedì dal Governo.
Per Cgil, Cisl e Uil quello degli esodati è un nodo cruciale da sciogliere. Si tratta di quei lavoratori che avevano già raggiunto l’età pensionabile con la precedente normativa ma che sono rimasti bloccati con l’aumento della soglia.
Sono cinquantamila gli esodati in tutta Italia. Mille e cinquecento solo nel viterbese, concentrati sopratutto nel settore industriale, quello ceramico in testa. In piazza del Comune anche il segretario della Filctem Valentino Vargas e alcuni lavoratori del distretto di Civita Castellana che hanno perso il lavoro dopo la crisi che ha attanagliato il polo ceramico. Ora chiedono aiuto: “Aiuto. C’è nessuno?”, urlano.
Quella degli esodati è però una battaglia che si prospetta ancora molto lunga. Ieri il premier Renzi ha dichiarato che nella legge di stabilità non ci sarà la flessibilità delle pensioni, ammettendo di non aver trovato ancora una soluzione per consentire ai lavoratori di andare in pensione un paio d’anni prima. E’ tutto rinviato al 2016, quando i numeri saranno chiari.
“Il Governo sembra essere immobile sulle pesanti penalizzazioni per l’uscita dal lavoro in modo flessibile – sostengono i sindacati -. Per questo ci faremo sentire ancora di più e con maggior forza. Siamo solo all’inizio”.
Armati di bandiere, fischietti e megafoni i sindacati sono stati presidiati da Carabinieri e Polizia. Si è trattata di una semplice misura cautelativa, trovandosi proprio sotto la Prefettura.
Attenzione di Cgil, Cisl e Uil anche ai giovani perché “la riforma Fornero, bloccando il turn over, ha anche impedito alle nuove generazioni di entrare nel mondo del lavoro”. Due le conseguenze secondo i sindacati: “da una parte la disoccupazione, dall’altra, quando c’è, un lavoro precario sfruttato e sottopagato. Inoltre i giovani saranno pensionati a settant’anni e soprattutto poveri”.
Le tre sigle chiedono così una previdenza solidale con chi va in pensione e che tenga conto del futuro delle nuove generazioni. “Vogliamo dire al Governo che i risparmi fatti con la legge Fornero sono tanti e che una parte deve essere investita nel lavoro. Parliamo di ottanta miliardi da qui al 2022 e di trecentocinquanta miliardi fino al 2060”.
Dopo la manifestazione, terminata a mezzogiorno, Perinelli, Pellecca e Turchetti sono stati ascoltati anche dal prefetto Rita Piermatti.
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