Viterbo – (g.f.) – Vuoi vedere che salta pure la seduta di consiglio comunale di domani?
Dopo quella andata a vuoto due settimane fa, che ha costretto il presidente Marco Ciorba a riconvocare i capigruppo, stabilire nuove date e ritentare, c’è il serio rischio che si ripeta una scena già nota.
Le assenze in maggioranza potrebbero giocare un brutto scherzo al sindaco Leonardo Michelini.
Oggi la maggioranza può contare su 19 consiglieri, più il sindaco. Venti in tutto.
Solo che da quanto è dato sapere, domani non potranno esserci, né Arduino Troili e nemmeno Mario Quintarelli. Si scende a diciotto.
Filippo Rossi ha già fatto sapere a tutto il mondo che lui a perdere tempo in consiglio comunale non va.
Quindi diciassette. Giovedì, però, Martina Minchella ha un impegno personale. Nemmeno lei potrà essere presente.
E si scende a sedici. Traduzione, il centrosinistra non avrebbe così i numeri per aprire i lavori. Al primo appello ci devono essere 17 consiglieri più il sindaco. Al secondo, diciassette in tutto.
In un giorno tutto può accadere. Magari riusciranno a convincere Filippo Rossi per una volta a intervenire.
Inserendo magari nei titoli di coda: con la partecipazione straordinaria di Filippo Rossi nel ruolo del consigliere che sta in aula solo al momento dell’appello e quando si richiede il numero legale.
Tanto l’ex presidente ha rinunciato ai gettoni di presenza.
Altrimenti, potrebbe venire in soccorso della maggioranza, essendo seduta d’interrogazioni, un altro ex, Sergio Insogna (Gal).
Il suo collega Chicco Moltoni non potrebbe farlo. Nemmeno lui c’è.
Difficile che invece Michelini si possa aspettare un aiuto da un alto ex, Goffredo Taborri, così come non arriverà dalla minoranza.
C’è in ballo una mozione di sfiducia sottoscritta dal centrodestra.
Improbabile che contribuiscano a mantenere il numero legale.
Probabile che una soluzione la trovino. In ogni caso, o il centrosinistra o ce la fa da solo o arrivederci alla prossima.
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