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Viterbo - L'ex procuratore Gian Carlo Caselli su evasione fiscale, corruzione e economia mafiosa

“L’illegalità costa al paese 330 miliardi di euro l’anno”

di Raffaele Strocchia
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Gian Carlo Caselli

Gian Carlo Caselli

Viterbo - Pala Expo - Nutrire la legalità

Viterbo – Pala Expo – Nutrire la legalità

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Gian Carlo Caselli

Gian Carlo Caselli

L'assessore Giacomo Barelli

L’assessore Giacomo Barelli

Viterbo – “Evasione fiscale, corruzione e economia mafiosa costano al paese 330 miliardi di euro l’anno”.

L’ex procuratore Gian Carlo Caselli a Viterbo per nutrire la legalità. L’incontro, questo pomeriggio, nell’ambito delle iniziative al Pala Expo di Valle Faul, organizzate dal comune per portare avanti e divulgare i principi della Carta di Milano, firmata anche dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore Giacomo Barelli.

Si tratta di un manifesto che coinvolge tutti i cittadini del pianeta nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali e garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.

L’incontro con l’ex procuratore Caselli, nonché presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul sistema agroalimentare, è stato introdotto dal sindaco Michelini.

“Abbiamo aderito con forza ai principi e ai valori dell’Expo – spiega Michelini -. Questo è il senso del Pala Expo, costruito grazie alla fondazione Carivit, e di una serie di iniziative che non finiranno il 31 ottobre con l’esposizione universale, ma andranno avanti fino a novembre. Abbiamo voluto iniziare con questo incontro per far capire alle imprese e alle aziende che andare fuori legalità porta fuori mercato”.

Presenti anche Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, Romano Magrini della confederazione nazionale Coldiretti, e l’assessore all’agricoltura Barelli che ha ricordato che il progetto ha ottenuto un finanziamento regionale di 15mila euro insieme ad Arsial.

“Questo è un giorno fortunato – esordisce Caselli – perché proprio questa mattina è stato consegnato al ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, un progetto di riforma della normativa agroalimentare. Quella esistente infatti è un quadro vecchio che non soddisfa i bisogni moderni e che favorisce l’illegalità perché prevede pochi controlli. Il cibo infatti deve essere accompagnato e seguito fino a quando non arriva sul mercato”.

L’ex procuratore ha poi affrontato il tema della legalità. “Non è un problema di guardie e ladri – dice – con i cittadini che, affacciati alle finestre, aspettano di vedere chi vince e, se perdono le istituzioni, dicono: ‘Non fa niente, sarà per la prossima’. Non è così. Se vincono le guardie noi cittadini ne traiamo vantaggi. La legalità ci conviene perché senza regole non c’è partita”.

Caselli ha poi elencato i mali dell’Italia. “Evasione fiscale, corruzione e economia mafiosa costano al paese 330 miliardi di euro – afferma -. Vien da sé che, se si sconfigge l’illegalità, si hanno più risorse e la qualità della vita aumenta, non solo nell’immediato ma anche in futuro”.

Caselli ha poi affrontato il tema dell’agroalimentare, un settore che nonostante la crisi ancora funziona. “Resiste, da un punto di vista economico, grazie anche all’appeal del made in Italy – sottolinea -. Ciò però provoca un inserimento dell’illegalità anche in questo ambito. Le agromafie infatti sono in continua espansione, andando di pari passo con l’andamento dell’agroalimentare.

L’agroalimentare legale – conclude l’ex procuratore – è sinonimo di cibo buono, sano e genuino. Un cibo visto nell’ottica del bene comune e non come semplice merce”.

Raffaele Strocchia

 


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14 ottobre, 2015

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