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Viterbo - Lunedì 19 visita al cantiere per vedere il recupero in corso

Scuderie Sallupara aperte al pubblico

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Scuderie Sallupara - La visita al cantiere

Scuderie Sallupara – La visita al cantiere 

Scuderie Sallupara - Il cantiere

Scuderie Sallupara – Il cantiere 

Scuderie Sallupara - Il cantiere

Scuderie Sallupara – Il cantiere 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lunedì 19 ottobre alle ore 15 verrà aperto al pubblico il cantiere delle Scuderie papali, dando la possibilità di vedere – attraverso una piattaforma – l’esecuzione, abbastanza eccezionale, di due interventi eseguiti secondo le procedure di un cantiere antico: la ricostruzione di una volta a crociera in pietra e l’innalzamento di alcune colonne, delle 24 rinvenute (fotocronaca – slide).

L’apertura del cantiere al pubblico vuol essere un modo per “svelare” in anteprima una nuova risorsa “monumentale” di Viterbo, che l’amministrazione comunale potrà mettere a disposizione per attività in ambito artistico e culturale.

Si tratta delle Scuderie realizzate nei primi anni del ‘500 a servizio della Rocca Albornoz – divenuta nel Rinascimento residenza dei Papi a sostituzione del palazzo presso il Duomo – che Bramante ha ristrutturato per papa Giulio II, definite in una relazione del 1703 al papa Clemente XI come: “La Stalla che vien ammirata da tutte le nazioni Straniere e considerata per la più bella d’Italia”.

Trasformate in carceri nell’800, bombardate nell’ultima guerra e crollate nel corso degli anni a seguito dell’abbandono, il loro recupero è stato avviato attraverso un lungo percorso di procedure verso l’operatività, partito dal vincolo fatto imporre alla Soprintendenza – sulla base di studi attestanti la presenza di Bramante nel progetto – che ha salvato l’edificio dalla demolizione.

Una importante sinergia tra specifiche competenze scientifiche e tecniche nel campo del restauro e la Fondazione Carivit, con l’Amministrazione Comunale (che ha acquisito le Scuderie dal Demanio militare) e con la Banca Carivit (Gruppo Intesa San Paolo) che ha erogato un significativo contributo per il loro restauro, ha consentito di trasformare la situazione di ‘marginalità’ e degrado di una zona interna alla città in una nuova risorsa culturale, che, a opera compiuta, valorizzerà tutta l’area circostante.

Simonetta Valtieri


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16 ottobre, 2015

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