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Cultura - Domenica 1 novembre al via la passeggiata racconto per ricordare il poeta sulle scene del film Uccellaci e uccellini

Pasolini: “Il sole indora Chia con le sue querce rosa…”

di Silvio Cappelli
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Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini 

Viterbo – La scrittrice Dacia Maraini, amica carissima di Pasolini, in una sua visita a Viterbo di tanti anni fa, affermò: “Eravamo molto amici. Io ho amato molto Pier Paolo, importante testimone della sua epoca, come del resto anche Moravia. Ho nutrito un sentimento molto forte per la sua etica, per la sua capacità di indignarsi, con grande senso di responsabilità, e di chiedersi se una cosa era giusta. Con lui ho fatto tanti viaggi… anche in Africa. Lui era molto contento di vivere nel castello di Chia ma purtroppo non se l’è goduto… come del resto anche la sua villa al Circeo…”.

Le ultime foto di Pasolini vivo furono scattate, da Dino Pedriali, all’interno del castello di Chia, dove lo scrittore trovava ispirazione evadendo dall’ambiente caotico di Roma.

Dovevano servire ad illustrare Petrolio, il suo ultimo lavoro realizzato all’interno del castello e rimasto incompiuto. Pasolini nel mondo, ancora oggi, rappresenta la vera figura dell’intellettuale, dell’uomo libero che, con molta lucidità e indipendenza di giudizio, non è mai vissuto all’ombra del potere, qualunque esso sia stato.

Alcuni versi di Pier Paolo Pasolini, scritti in dialetto friulano e riguardanti il territorio di Chia, li troviamo nel componimento poetico La nuova gioventù pubblicata da Garzanti nel 1995. Eccoli, di seguito, trascritti in lingua italiana: “Il sole indora Chia con le sue querce rosa, e gli Appennini sanno di sabbia calda (…) Contadini di Chia! Centinaia di anni o un momento fa, io ero in voi. Ma oggi che la terra è abbandonata dal tempo, voi non siete in me. Qualcuno sente un calore nel suo corpo (…) Quelli che vanno a Viterbo o negli Appennini dove è sempre Estate, i vecchi, mi assomigliano: ma quelli che voltano le spalle, Dio!, e vanno verso un altro luogo… Dio, lasciano la casa agli uccelli, lasciano il campo ai vermi, lasciano seccare la vasca del letame, lasciano i tetti alla tempesta, lasciano l’acciottolato all’erba, e vanno via, e là dov’erano, non resta neanche il loro silenzio (…) Il sole taglia la vallata piena di querce di un rosa paradiso; i due piccoli fiumi che si riuniscono in fondo mormorano come spiriti beati. Anche il verde del vischio qua e là, è un verde di paradiso. (…) Qua io sono il padrone di una torre e di un bosco (…). Cosa gridano a Chia?”.

Pier Paolo Pasolini sosteneva sempre che all’interno del suo castello di Chia, protetto dalla cinta muraria, dagli strapiombi, dai fossi, dalla natura selvaggia, i sogni del passato potevano conservarsi più a lungo: “Quel mondo mi appare non solo morto, ma addirittura remoto. Parlo di un mondo agricolo, coi boschi e i boscaioli, il mangiare “schietto”, l’interpretazione estetica classica, i tempi lenti dell’esistere, le abitudini ripetute indefinitamente, i rapporti duraturi e assoluti, gli addii strazianti, gli strabilianti ritorni in un mondo immutato, dove i ragazzi fanno ancora i cacciatori di frodo e le madri cucinano cose buone in vecchie locande familiari nella stessa aria, nello stesso odore, nello stesso sole. Tutta questa ritualità si decompone al di là di un limite già lontano”.

Tra pochissimi giorni ricorrerà il quarantesimo anniversario di quella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 quando fu ucciso barbaramente Pier Paolo Pasolini, uno tra i più grandi intellettuali italiani del Novecento, che aveva scelto di vivere, studiare e lavorare nel piccolo borgo di Chia a pochi chilometri da Viterbo. E si era anche impegnato, tra l’altro, a fianco degli studenti, per il riconoscimento dell’allora Libera Università della Tuscia.

Tusciaweb sosterrà l’iniziativa per ricordare il poeta, il regista e lo scrittore Pasolini, nel quarantennale della sua morte (1975 – 2015), e per questo invita i sindaci e le istituzioni a dedicare spazi pubblici, una via o altro luogo, al grande intellettuale. Chiunque avesse notizie, foto o fatti da ricordare, può renderle pubbliche tramite il nostro giornale. Questo anche in vista del 2016 anno che per Tusciaweb sarà l’Anno di Viterbo città del mare – La Tuscia set cinematografico naturale.

L’associazione culturale Take off, per la prossima domenica 1 novembre, intanto ha organizzato a Tuscania una passeggiata racconto per ricordare il grande poeta sulle scene del film Uccellaci e Uccellini. Le letture dei testi saranno a cura di Lorena Paris. Info: 3382129568 – Annarita Properzi guida turistica 3334912669 – Paolo Zuccarino 3476563294.

Silvio Cappelli

 


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28 ottobre, 2015

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