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Politica - Giuseppe Parroncini risponde ad Anna Maria Meaccini

“Aeroporto e sanità, reagire si può e lo stiamo facendo”

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Giuseppe Parroncini

Giuseppe Parroncini

Riceviamo e pubblichiamo – Cara Anna Maria (Meaccini),

Ho letto con grande attenzione il tuo puntuale ed esaustivo intervento. Voglio sottolineare la limpidezza e la chiarezza con cui affronti due temi nevralgici per lo sviluppo e la competitività della Tuscia, una lucidità che evidentemente difetta agli attuali amministratori regionali e provinciali, che si stanno rendendo responsabili di una vera e propria stagione di “contro – riforma” che rischia di vanificare tutti gli sforzi e le conquiste ottenute nella precedente legislatura.

La Tuscia è tornata a scivolare lungo il crinale dell’isolamento e della marginalità, nonostante la nostra attività di denuncia e di mobilitazione si prosegue infatti sulla strada dello smantellamento della rete ospedaliera e dell’insabbiamento delle grandi opere infrastrutturali indispensabili per la “modernità” economica e sociale della Provincia. C’è una cappa di inettitudine ed indifferenza che avvolge il centrodestra, impegnato solo sul versante delle lotte intestine e delle rese dei conti fra fazioni. Nel frattempo crolla l’offerta sanitaria, crolla il sostegno agli enti locali, rimane bloccata l’azione di ammodernamento dei collegamenti.

La cronaca del fallimento del centrodestra è fatta di un bilancio impietoso e oggettivo. Si vuole chiudere l’ospedale di Acquapendente, si sono depotenziati quelli di Ronciglione e Montefiascone anche oltre il dettato dei decreti, Belcolle è al collasso e rimangono irrisolti i nodi strategici del turn over, dei precari, del congestionamento del pronto soccorso. Tutti temi che hanno fra l’altro animato la giusta e opportuna mobilitazione del sindacato di questi ultimi giorni. Noi stiamo denunciando tutto ciò ma nessuna delle nostre sensate proposte è presa in considerazione. Occorre rafforzare la mobilitazione, raccogliere le esigenze e le domande dei cittadini, offrire voce ai tanti disagi, allargare la nostra iniziativa a chi, anche al di là delle appartenenze partitiche, non vuole restare a guardare.

Noi abbiamo un’altra idea della Tuscia, lo abbiamo dimostrato e vogliamo rilanciarla. Crediamo in una rete ospedaliera vasta e diffusa, che come tu giustamente segnali si basa sulla appropriatezza e sulla specializzazione dei servizi, che non si concentra e “implode” in un solo presidio, ma che si estende su tutto il territorio secondo principi di prossimità e accessibilità. Lo abbiamo dimostrato varando la legge sui distretti montani, puntualmente impugnata e bloccata dal governo Berlusconi.

Sull’aeroporto lo abbiamo detto in tutti i modi. E’ ora di smetterla con i proclami e gli annunci, è ora di finirla con i continui rinvii. Sull’aeroporto stiamo misurando, giorno dopo giorno, l’inadeguatezza e l’irrilevanza di un’intera filiera di governo, che – è bene rimarcarlo – si è limitata, fin dal principio, alla costruzione di uno scalo fatto solo di parole e dichiarazioni.

Sì, perché gli unici atti concreti sono riconducibili all’esperienza di governo del centrosinistra, quando sia a Palazzo Chigi che alla Pisana si è vinta una resistenza e una concorrenza fortissima, dando ragione a un territorio, la Tuscia, che meglio di altri era attrezzato per la localizzazione dello scalo. Dall’insediamento di Berlusconi prima e della Polverini poi, si sono susseguite solo dilazioni e passerelle.

L’aeroporto, nonostante i ripetuti annunci del ministro Matteoli, non ha mai fatto parte degli ordini del giorno del Cipe e nessuna risorsa è stata stanziata. A proposito, l’ultima seduta c’è stata il 30 settembre, ma ormai siamo ad un vero e proprio “Aspettando Godot”.

Come giustamente tu auspichi, reagire si può e si deve. Lo stiamo facendo e dobbiamo farlo meglio, aggregando tutte le forze e dialogando con tutti gli attori economici e sociali che hanno a cuore la Tuscia. Mi sento di raccogliere in pieno il tuo appello e proseguirò a fare la mia parte, seppur dall’opposizione, nell’interesse delle nostre terre e per aprire una nuova stagione di governo.

Giuseppe Parroncini


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12 ottobre, 2011

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