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Università della Tuscia - Il 24 novembre giornata di studio organizzata dal Dibaf

“L’innovazione nella filiera del grano duro”

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La facoltà di Agraria

La sede del dipartimento Dibaf 

Viterbo – Al Dibaf una giornata di studio sull’innovazione nella filiera del grano duro per migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale. L’iniziativa, organizzata dal dipartimento per la innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (Dibaf) dell’’università della Tuscia con il patrocinio dell’aAccademia dei Georgofili (sezione centro-ovest), dell’’associazione italiana di scienza e tecnologia dei cereali e degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali e dei tecnologi alimentari, si terrà il 24 novembre all’aula blu.

L’’obiettivo di questa giornata di studio è quello di evidenziare le più recenti innovazioni nella filiera grano duro-pasta alimentare per migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale del prodotto finito. A tal fine, con riferimento a tutte le fasi del ciclo di vita della pasta alimentare si evidenzieranno le principali innovazioni nella coltivazione sostenibile del frumento duro, anche alla luce della prevenzione dalle micotossine e dei nuovi indirizzi per il miglioramento genetico, le nuove tecniche di essiccamento a ridotti consumi di energia termica. Verranno anche esaminate le problematiche e le innovazioni tecnologiche inerenti la produzione di pasta surgelata e di nuovi prodotti funzionali da grano duro e la sostenibilità ambientale della pasta di semola con particolare riferimento a quella di tipo integrale.

La cariosside dei cereali, ivi compresa quella del grano duro, è un sistema eterogeneo, per composizione e distribuzione dei nutrienti, e versatile che ben si adatta alle evoluzioni tecnologiche indirizzate dalle nuove esigenze/mode/modelli nutrizionali, salutistici, ambientali etc.

È anche importante ricordare che il gruppo dei cereali e derivati rappresenta la fonte principale di carboidrati, fibra alimentare, proteine e kcal assunte con la dieta a livello sia mondiale che nazionale, pur contribuendo solo per l’1% del Global Warming Potential (GWP). Tuttavia, secondo World Bank la cottura degli alimenti, nei Paesi sviluppati, rappresenta un punto critico nel ciclo di vita di molti alimenti, comportando l’emissione di oltre 1000 Tg CO2e ogni anno. La cottura della pasta si conferma un punto critico del ciclo di vita del prodotto con un potenziale di riscaldamento globale pari a quello associato alla coltivazione della materia prima.

 

PROGRAMMA


Filiberto Loreti e Giuseppe Scarascia Mugnozza – Introduzione ai lavori

Michele Pisante – Innovazione e sostenibilità della coltivazione del frumento duro

Carlo Brera e Gabriele Chilosi – Micotossine e criticità nella produzione di grano duro

Domenico Lafiandra – Nuovi indirizzi del miglioramento genetico del frumento duro

Marco Silvestri – Barilla sustainable farming

Antonio Colaci e  Marco Loschi  – Essiccatoio per pasta lunga Ecothermatik™: sostenibilità e qualità

Roberto Nardi – Aspetti tecnologici della pasta surgelata: dalle lasagne ai quattro salti in padella

Emanuele Marconi – Innovazioni nei prodotti funzionali da grano duro

Mauro Moresi – Il Carbon Footprint della pasta essiccata convenzionale ed integrale

Marina Carcea –  Considerazioni conclusive

 


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10 novembre, 2015

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