Viterbo – (g.f.) – In consiglio comunale è il giorno della mozione di sfiducia al sindaco Leonardo Michelini, presentata da tredici consiglieri d’opposizione.
20.13 – Si arriva al voto. Nessuna sorpresa, la mozione di sfiducia la votano solo i consiglieri di minoranza compreso Insogna, il centrosinistra vota compatto il no. Finisce 18 a 11.
19.51 – Pure sul consiglio comunale per la sfiducia non manca uno scontro fra Sergio Insogna e l’assessore Giacomo Barelli. Si siede vicino alla collega di partito De Alexandris. Viene richiamato. Ma la vicinanza di Natale, Insogna la sente molto: “Lo perdono”
19.25 – Concluso l’intervento del sindaco, è tempo delle dichiarazioni di voto. Tre minuti a gruppo per dichiarare le intenzioni di voto e magari replicare alle esternazioni di Michelini.
Claudio Ubertini (FI) è certo che dopo il discorso del primo cittadino, qualcuno in maggioranza si è convinto a votare la sfiducia. “Da luglio non c’è una pratica di giunta che arriva in consiglio comunale. E il sindaco parla della Trasversale? Che competenze ha? Ma pensi alle buche alle strade”.
Il sindaco si è autocelebrato. Ne è convinto Goffredo Taborri.
19.00 – Sono le 19 quando tocca al sindaco Leonardo Michelini. Che inizia rivelando come tanti avrebbero voluto concorrere alle elezioni insieme a lui. Qualcuno siede pure attualmente minoranza.
“Molti hanno criticato quando ho detto che vivo del mio. Non mi servo della politica, delle istituzioni o occuparli per fini di parte. Ho come fine il bene comune. Vado avanti con il programma con cui sono stato eletto.
Il comune di Viterbo deve conquistare un’immagine di trasparenza, una casa di vetro. Nella quale non ci saranno spazi per appalti con interdittive o procedure ambigue.
Abbiamo intrapreso un’attività di risparmio, stiamo perseguendo un percorso di rinnovamento, proseguiremo nella politica di razionalizzazione di patrimonio. Ha visto decadere situazioni di privilegio. Un malcostume decennale, dove il non pagare era istituzionalizzato. Oggi chi non paga lascia i diritti acquisiti.
Viterbo deve rompere il suo isolamento. Si deve completare la Trasversale. Prima del 2018 per l’assegnazione dell’appalto”.
Poi tocca la riqualificazione delle frazioni e delle periferie. “Un discorso a parte merita anche l’area del Poggino. Dopo decenni d’abbandono vede iniziare una procedura di riqualificazione. Stiamo dando l’incarico per un adeguamento per area produttiva ecologicamente attrezzata. Competitiva per il centro Italia.
Sul centro storico, siamo ripartiti dalle piazze.
I portici di palazzo dei Priori riaperti faranno di piazza del Comune, il centro turistico. Mi adopererò per attivare subito un finanziamento pure con la Cassa depositi e prestiti. Stiamo anche lavorando per rendere fruibile la torre civica”.
Ma ci sono le buche: “Interventi obbligatori per la sicurezza. Sull’igiene urbana, mai siamo stati soddisfatti dal servizio svolto. Sono stato alla conferenza dei servizi a Perugia, sulla situazione di Gesenu.
Tra qualche giorno arriverà una procedura nazionale, commissariamento, che potrà modificare anche i rapporti con l’amministrazione, legata al contratta senza modificarlo”.
Quindi i risultati di Expo. Ottenuti gratuitamente.
Poi il sociale. “Stiamo rilanciando lap politica dei servizi sociali e dell’accoglienza. Due giorni fa l’incontro in regione. Per lavorare alla risoluzione delle Rsa, con una soluzione per dare certezza agli utenti per i quali è previsto il contributo comunale.
Vogliamo capitale europea del volontariato”. Sul termalismo: “Stiamo cercando di dare ordine a un settore strategico, le cui potenzialità sono state a lungo represse. Grazie alla regione ci sono la condizioni per arrivare a un piano regolatore sul termale per dare occasioni a imprenditori.
Per le ex terme Inps ci sono le condizioni per partire, ma con l’intervento di privati e non con società miste, pubblico-privato”.
A palazzo Gallo a Bagnaia, poi, il comune vuole realizzare la sede di un corso universitario su architettura del paesaggio. Quindi la nascita di un comitato permanente su Villa Lante, a Bagnaia.
“Mi impegnerò a cambiare alcune cose che dipendono da me. Mi prendo le responsabilità su cose non fatte, ma non accetto prediche su chi ha lasciato che questa città fosse sottomessa a Roma.
Non è che con lo scaricabarile e con la memoria corta che ci ricostruisce una verginità politica.
Viterbo impresa possibile non è uno slogan, ma un obiettivo sempre più vicino”.
18.55 – Mai Francesco Serra potrà votare la mozione di sfiducia del centrodestra. Il capogruppo Pd qualche rivendicazione la fa. Come il registro per le coppie di fatto. Chiude citando san Paolo. “Ho conservato la fede è la fiducia. Nel non vedere più un rimpasto di giunta e realizzati i punti di programma. Non li dico io, ma li dica il sindaco, per portarli a termine entro la fine della consigliata”.
18.45 – Filippo Rossi parla. Eccezionalmente non tramite un post su Facebook. “Nella città la sfiducia esiste – osserva Rossi – noi comunque dobbiamo farci carico di questa sfiducia, è nostro dovere. Facciamo grandi dibattiti su quel che deve essere questa città. Se non facciamo un grande salto di qualità, come giunta e come sindaco innanzitutto, è tutto inutile.
Il mio è un voto di speranza, ultima speranza. O cambiamo registro o questa città resterà alla periferia d’Italia e del mondo.
18.40 – Ad Aldo Fabbrini (Pd) tocca ritornare indietro negli anni. Alla sua presenza all’opposizione del Gabbianelli 1 e 2, quindi il ricordo della difficoltà affrontate da Marini sindaco. Mai l’opposizione ha pensato di proporre una mozione di sfiducia. Quindi rinfaccia a Santucci di presentare migliaia d’emendamenti.
18.30 – Dopo Paolo Moricoli (Viterbo bene comune) tocca a Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo): “E’ uno schiaffo – dice De Alexandris – so che la città non è soddisfatta. Non facciamola passare così. Mi auguro che finiscano i balletti, esco prima, entro dopo…”. Forse si riferisce al suo collega Filippo Rossi. “Dobbiamo votare una fiducia oggi – continua rivolta al sindaco – non una fede. Non voterò una sfiducia, ma nemmeno una fede.
18.10 – La minoranza che ha proposto la sfiducia è disfattista. “Ha proposto solo un’opposizione distruttiva”. Lo sostiene Daniela Bizzarri (Pd). Pare evidente che anche lei non voterà il documento.
Poi ritorna sui problemi che il centrosinistra si è trovato entrando due anni e mezzo fa. A cominciare da Esattorie. Quindi il caso Viterbo Ambiente. Mesi di lavoro persi. “Ci sono motivi precisi per cui si può chiedere la sfiducia, nessuno di questi è presente nel documento”.
Gli animi si scaldano quando ricorda le sedute per il bilancio: “La minoranza non ha partecipato perché non c’era niente da spartire”. Parapiglia. Si corregge. Con scarsi effetti.
Poi ricorda un episodio fondamentale: “Marini mi ha detto che la invidia, perché quando era primo cittadino girava con le spalle rasenti al muro”.
18.02 – Parla Paolo Simoni. Non è d’accordo sulla mozione di sfiducia. Mentre Christian Scorsi (Pd) ritiene priva di fondamento la mozione di sfiducia: “Discuterne ha un costo – dice Scorsi – e pure eventualmente andare al voto ha un costo, le elezioni hanno un costo. Vi sembra giusto andare a fare nuove elezioni, con tutto quello che comporta?”.
17.50 – Si passa alla musica. Interviene Arduino Troili (Pd) e il consiglio si trasforma in Sanremo. Cita un cantante che conosce lui e pochi altri, Gian Pieretti, per dire come il centrosinistra abbia messo insieme una coalizione per vincere, ma con grossi problemi a governare. Forse per colpa della stampa. La cita più volte.
“La mia esperienza è stata allucinante – dice Troili – finora fallimentare. Ho dedicato tempo a conoscere la macchina comunale. 360 impiegati. Se ne mancassero cento, cambierebbe qualcosa?
Poi anticipa il voto di fiducia, anche se si sente: “Diversamente in maggioranza”.
17.40 – Si alza Augusta Boco (Pd): “Per parlare a difesa del sindaco”. Ricorda come ha conosciuto il sindaco Michelini. Quando ha dovuto sistemare il suo giardino.
Una difesa appassionata. Quindi attacca chi si è sfilato dalla maggioranza, i dirigenti, poi la coperta che è sempre corta. “Non è facile accontentare tutti. E poi sfido chiunque di voi a governare una città assopita su se stessa.
Michelini è il sindaco che può cambiare la città, solo alla fine si potrà giudicare”.
17.30 – Il primo a parlare della maggioranza è Maurizio Tofani, che torna all’amministrazione Marini, perché dagli errori altrui si può imparare. Evitando che la storia si ripeta.
Nel merito del documento: “La mozione di sfiducia la deve fare chi ha dato la fiducia al sindaco e non la minoranza che la fiducia non gliela ha mai data”. Però Tofani si è chiesto come mai sia stata presentata: “Forse hanno avuto la necessità d’avere un pretesto per dibattere su quello che l’amministrazione sta facendo. Ben vengano queste situazioni, non le chiamiamo mozioni di sfiducia, chiamiamole dibattito. La mozione di sfiducia la posso fare io o un altro componente della maggioranza”.
Dopo l’appello iniziale, più volte evocato, non s’è più visto, ma alle 17.30 Filippo Rossi rientra.
17.20 – “Se i cittadini potessero votare la nostra mozione di fiducia – dice Elpidio Micci intervenendo – lo farebbe e vi manderebbero a casa”.
17.10 – Gianmaria Santucci (Fondazione) ha un problema: chiunque lo incontri per strada gli chiede di mandare a casa l’amministrazione Michelini. “Come avete fatto in due anni a perdere tutto il consenso che avevate?
Michelini lo conosco da tempo, l’ho sempre saputo che non era in grado di fare il sindaco, è un bravo imprenditore, lo rispetto.
Leonardo, non è per te. Stai facendo del male a questa città, non alla tua coalizione. Tanti cittadini non voteranno più, sfiduciati”.
Poi al Pd: “Non ci propinate un documento programmatico di punti, sono undici volte che lo fate e ogni volta dite che è l’ultima volta. Il punto è che dopo due anni e mezzo non avete un programma, avete 18 idee sulle politiche sociali, avete cominciato la chiusura del centro storico e vi siete fermati”.
Quindi sulla sicurezza: “Dire che questa città è sicura, vuol dire vivere da un’altra parte. Noi per due mesi non siamo potuti entrare nella nostra sede perché abbiamo subito atti di vandalismo. Dopo santa Rosa mi sarei aspettato dal mio sindaco che non sarebbero successi più certi episodi. Non che tutto va bene perché hanno rubato solo due collanine”.
16.55 – Colpo di scena. Sergio Insogna ringrazia il sindaco Leonardo Michelini. Per la prima volta da tempo è stato invitato a una riunione di maggioranza: “Grazie, ma troppo tardi”.
Nel merito della mozione: “Questo sindaco è incapace, è una brava persona ma non in grado. Anche a settembre ha permesso che fossero fatte cose contro i consiglieri. Il primo cittadino deve difendere le istituzioni e i consiglieri lo sono”.
Quindi ai suoi ex colleghi: “Se oggi voi di maggioranza date la patente di guida al sindaco ve ne assumete al responsabilità. Se ci fosse un esorcista direbbe: Peppe Fioroni esci da questo corpo”.
Michelini la prende sportivamente: “Lei è un giullare”. Insogna ha la risposta pronta: “Ci sono giullari e ci sono buffoni…”.
16.45 – La mozione di sfiducia serve a inchiodare ogni rappresentante di maggioranza alle proprie responsabilità. Lo sostiene Luigi Maria Buzzi (FdI): “Perché arrivano dalla maggioranza le maggiori critiche – sostiene Buzzi – con le prese di posizione da parte di Serra (Pd) o da Tofani (Oltre le mura).
Non posso non ricordare l’opposizione del consigliere Rossi che ha attaccato il sindaco sui social network in modo tremendo”.
16.35 – Gianluca De Dominicis (M5s) non si rivolge al sindaco, ma ai colleghi consiglieri di maggioranza. Li invita a riflettere. “Siete voi a votare e a decidere. Sono venuto qui per lavorare, ma non è possibile. Non si tratta di demagogia, è la realtà dei fatti.
Potete dire che tutto va bene, ma dopo non potete più criticare, oppure prendere atto oggi della situazione, capire che andare avanti così la città non se lo può permettere. Ridiamo ai cittadini la possibilità di scegliere un progetto. Mantenere quest’amministrazione vuol dire sentirsi più attaccati alla poltrona che non al senso di responsabilità”.
16.25 – “Una maggioranza fantozziana”. Evoca la serie di film di Villaggio Chiara Frontini (Viterbo 2020) per descrivere l’amministrazione Michelini.
Quindi l’elenco dei punti di programma dell’allora candidato Michelini in campagna elettorale. Per la consigliera una serie d’iniziative, tutte disattese. “Dalle fontane nel totale degrado alle politiche culturali”.
16.15 – “Come ha distrutto la lista Oltre le mura sta distruggendo la sua città”. Tocca a Claudio Ubertini (FI) e non è tenero verso il sindaco Michelini.
“La sua amministrazione si è dimostrata arrogante. E quello che ci ricorderemo sono i dieci milioni di euro in imposte che sono aumentati per i viterbesi. Senza risparmi o tagli.
L’amministrazione è latitante. Basti guardare a quanto sta avvenendo per le Rsa. Dopo 10 mesi non c’ ancora una soluzione.
Fermiamo il consiglio, si ritiri nel suo ufficio e firmi le dimissioni”.
16.04 – Dopo la lettura della mozione da parte di Gianluca De Dominicis (M5s), tocca a Goffredo Taborri aprire le danze degli interventi.
“Due anni e mezzo fa io ed altri abbiamo dato piena fiducia al sindaco – esordisce Taborri – caro sindaco, sono profondamente deluso da lei. Mi ha chiesto il mio contributo per farla vincere. Fin dalle primarie Pd.
Per la prima volta ci sono andato a votare. Le ha vinte con il consenso di molti moderati e qualcuno forse di destra. Senza di noi non avrebbe vinto lei, ma un altro”.
L’elenco è lungo.
“In questi due anni il suo gruppo Oltre le mura, da sei si è ridotto a tre consiglieri e di questi tre, non tutti sono d’un sentimento. Ha affossato la sua lista”.
Poi i programmi: “Quest’amministrazione non ha programmato nulla, né a breve, nè a lungo termine. I pochi lavori sono tutti dell’amministrazione Marini.
La gente è stufa. Le do un consiglio, non lo faccia stasera, ci pensi bene. Dia le dimissioni. Se continua quest’agonia fa un torto ai cittadini. E’ incapace a svolgere questo ruolo, cambi mestiere”.
15.45 – Si parte con l’appello. Per l’occasione arriva anche Filippo Rossi. Farà un cameo o parteciperà al dibattito da protagonista?
15.37 – E’ il giorno della mozione di sfiducia al sindaco Leonardo Michelini, presentata da tredici consiglieri d’opposizione. In sala diversi cittadini, si rivede anche qualche vecchia conoscenza, come l’ex consigliere azzurro Milioni o D’Angelo, Talotta.
Dei sottoscrittori del documento, si sa che uno non potrà votare oggi ed è Chicco Moltoni, assente. Si prevede una seduta frizzante, con interventi critici anche da parte d’esponenti di maggioranza.
I banchi però sono vuoti, la maggioranza si riunisce e l’appello può aspettare. La maggioranza è riunita. Si decide la scaletta della seduta.
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