Roma – La memoria di Luigi Petroselli, il grande sindaco di Roma, oggi ancora ricordato e amato, rischia d’andare perduta.
I suoi ricordi li custodisce la moglie Aurelia. Lettere, documenti, carte, appunti e poesie.
Ieri il Corriere della Sera ha raccolto il suo sfogo. La capitale non sembra interessata alle sue memorie.
L’appello arriva fino a Viterbo, città natale di Petroselli, dove tutti gli anni è ricordato al cimitero di san Lazzaro.
Proprio lo scorso 7 ottobre, nel 34esimo anniversario dalla scomparsa, di fronte alla vedova, il segretario provinciale Pd Andrea Egidi aveva sentito l’esigenza di fare qualcosa in più per mantenere viva la memoria di Petroselli, rivolgendosi anche al sindaco Leonardo Michelini.
“Bisogna ricordarlo facendo qualcosa di più – aveva detto Egidi – ne sento l’esigenza, perché la mezz’ora del 7 ottobre non basta”.
Esigenza che per la signora Aurelia è fortissima.
“Ormai ho la mia età – racconta al Corriere della Sera – e da tempo mi viene da pensare dove andranno a finire le cose di Luigi che conservo in casa. Non ho figli, solo lontani parenti.
Temo che andrà tutto disperso. Ne ho parlato con politici, assessori, gente che potrebbe fare qualcosa”. Ha ricevuto tante parole e nulla di concreto.
“Il mio Gigi non si merita questa trascuratezza”.
Scarso interesse mostrato pure dai vecchi compagni dell’allora Partito comunista. Solo parole.
Aurelia vorrebbe una fondazione per mantenere viva la memoria. Non pare che interessi a molti.
“Non mi so rassegnare – continua – all’idea che questo tesoro della memoria, anche se di scarso valore materiale, vada disperso”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY