![]() Il carcere di Viterbo, Mammagialla |
Riceviamo e pubblichiamo – Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo ritengono che le problematiche relative alla casa circondariale di Viterbo descritte nella lettera aperta dall’ex assessore Paolo Bianchini vadano affrontate con atti programmatici e interventi strutturali adeguati alla complessità dei problemi.
Sorprende infatti che all’incipit della lettera aperta in cui si dichiara che è il momento di passare dalle parole ai fatti segua solamente una proposta di mobilitazione territoriale non adeguata al ruolo di assessore alle politiche sociali allora ricoperto da Bianchini.
Arci solidarietà Viterbo presente attivamente dal 2006 nell’istituto penitenziario con attività di sportello informativo, di mediazione culturale e iniziative culturali – ritiene che la situazione della casa circondariale di Viterbo, così come la condizione degli istituti penitenziari italiani, porti ad una evidente violazione dei diritti delle persone detenute e metta in seria difficoltà gli operatori penitenziari.
Ciò che i soggetti istituzionali del territorio possono e debbono fare è promuovere politiche sociali adeguate e una seria e durevole presa in carico dei problemi penitenziari coinvolgendo anche il mondo delle associazioni e della cooperazione sociale attivi nell’istituto penitenziario.
E’ necessario guardare alle cause del sovraffollamento e intervenire su ciò che produce carcerazione senza far accrescere la sicurezza pubblica.
Per questi motivi Arci solidarietà Viterbo non parteciperà alla mobilitazione prevista per il 17 ottobre.
Arci Viterbo
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